Giochi e giocattoli dell'infanzia · Poesie, filastrocche e conte per bambini · Ricordi del passato

Pesce d’aprile

Pesce d’aprile

Illustrazione di un pesce rosso per il pesce d'aprile

Io sono pronta per il primo d’aprile e dotata di un bel pesce proprio come tanti anni fa, quando ero bambina, e mi divertivo con i miei compagni di classe.

Il primo d’aprile, per noi bambini, è sempre stata una giornata allegra e in cui ci si doveva guardare alle spalle 🙂

Diciamo che ci divertivamo proprio con poco 🙂 Bastava che un bambino non si accorgesse di avere il pesce attaccato dietro per scatenare risatine.

Pesce d’Aprile – poesia, filastrocca di Jolanda Restano

La poesia, filastrocca di Jolanda Restano dedicata al Pesce d’Aprile ne coglie proprio l’essenza e l’aspetto scherzoso:

Che giorno è oggi? E’ il primo di aprile
mese di sole e di vento gentile.
E in questo giorno, davvero speciale
che non è Pasqua e neppure Natale,
si posson fare dei begli scherzetti
per stuzzicare i nostri amichetti.

Disegno e ritaglio un bel pesciolino,
lo attacco alla schiena di qualche bambino
e poi ridacchio e segno col dito
mentre qualcuno mi guarda stupito!

È divertente, è un gran bel giocare
solo una cosa ho da ricordare!
Esiste una regola a questo bel gioco:
lo scherzo è bello se dura poco!

Sinceramente non conosco da dove derivi questa “tradizione”, non ho voluto informarmi, mi piacerebbe che me lo raccontassi tu. Lo sai?

Pensierini di oggi

E se morissi adesso? Non so perché

E se morissi adesso? Non so perché

Bisogna riconoscere che il periodo che stiamo vivendo è più unico che raro e spero vivamente che rimanga veramente tale.

Ieri ero in casa, così come oggi e dove starò nei giorni a venire.

#iorestoacasa sarà il mantra che ci farà compagnia per le prossime settimane visto che tutti dovremo impegnarci a stare isolati, ma uniti per cercare di limitare al massimo la diffusione del coronavirus.

Questa esperienza mi ha spinto a sedermi e ad immortalare il momento e le sensazioni, in pochi minuti mi sono ritrovata a scrivere di getto dei pensierini, proprio come ho sempre dovuto fare quando ero spronata/obbligata a fare dalla maestra.

La cosa strana è che ieri non dovevo farlo, ma le parole si sono impresse molto spontaneamente sul foglio bianco.

Ecco qua il risultato dei miei pensieri:

Non so perché

E se morissi adesso?

Non so perché, ma è una domanda che mi pongo da anni e ogni volta arrivo a fare un bilancio dei pro e contro che questo lieto? infausto? evento potrebbe avere.

Non so perché, ma il pormi la domanda in questi giorni mi dà la certezza che potrebbe essere il momento propizio e migliore sia per me che per le persone a me vicine.

Non so perché, ma sono convinta che il fatto di essere mietuta da una malattia incurabile, unica ed imprevedibile come il Covid-19 possa generare un minimo di serenità in chi sopravviverà.

Non so perché, ma il fatto di poter rientrare in una categoria, come fu per gli appestati, possa lasciare uno spiraglio di luce in più per affrontare il futuro in chi ne resterà indenne.

Non so perché, ma il fatto di poter morire in “gruppo” mi dà la sensazione di poter gestire la situazione e di averla sotto controllo a dispetto della cruda realtà che obbliga all’isolamento completo e totale sia per i vivi che per i futuri morti.

Non so perché, ma, la mia consueta razionalità nelle azioni e la mia completa emotività nei pensieri, mi danno la certezza ed il conforto che il momento potrebbe essere quello perfetto.

Non so perché, ma, il fatto che questo periodo passerà alla storia, mi dà sollievo e, soprattutto, credo che possa lenire la sofferenza per quelli che resteranno.

Non so perché, ma il futuro conforto credo proprio che possa generarsi da questa situazione imprevista, imprevedibile ed ingestibile.

Non so perché, ma l’eventualità di poter essere solo uno dei tanti, una goccia nel mare di questa situazione ineluttabile possa essere un approdo per tutti quelli che rimarranno.

Non so perché, ma la morte adesso potrebbe essere l’alibi perfetto per la resa ai propri sensi di responsabilità e alle proprie scelte.

Non so perché, ma potrebbe essere l’eutanasia per le spade di Damocle che pendono sulle pagine della nostra vita.

Non so perché, ma il fatto che il virus indossi la corona e la ceda al malcapitato lo possa far assurgere e morire da vincente.

Non so perché, ma credo che la chiusura del sipario in questo momento potrebbe essere perfetta per uscire dallo spettacolo della vita.

Non so perché mi sia ritrovata a scrivere queste righe, ma credo che fare l’elenco delle voci attive del bilancio possa essere di magra consolazione e di aiuto per l’elaborazione di queste giornate.

Non so perché, ma, arrivata a questo punto, potendo rileggere questi pensieri ho la sensazione di saper affrontare la situazione anche se non so il perché.

Medesano, 13 marzo 2020

tramonto con cielo rosa e albero spoglio