I preparativi per la partenza

Tanti anni fa, in questi giorni, ero in procinto di partire per il mare.

Negli anni in cui ho frequentato le scuole elementari sono sempre andata in colonia a Cesenatico con mia sorella e diverse mie compagne di classe.

Stavamo via circa tre settimane durante le quali ci divertivamo tanto.

Prima di partire, però, c’era da preparare una lista di cose da portare via.

Sugli indumenti e sulla biancheria c’era da attaccare un’etichetta che era una sigla composta da una F che significava Fidenza, per poter distinguersi da quelli di altri paesi, ed un numero, se non ricordo male il mio era il 33.

Ai tempi mia mamma cuciva per noi bambine tanti vestiti ed, ovviamente, anche qualcosa da portare al mare, infatti:

Questa mattina mia mamma mi ha tagliato una camicia da notte.

Adesso l’ha già cucita e adesso sta già tagliando le maniche.

Adesso mi sta già tagliando quell’altra, perché ce ne vogliono due per andare al mare.

Fidenza 29 giugno 1981

Siete mai andati in colonia? Vi ricordate il vostro numero di “matricola”? Dove andavate, mare o montagna?

I preparativi per la partenza - pensierino di prima elementare di Susanna Albini

#colonia

#cesenatico

#ipensieriniritrovatinellamiacartella

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In ricordo di Bud Spencer

L’altro giorno è venuto a mancare Bud Spencer, in suo ricordo ripropongo un pensierino in cui è citato che avevo scritto sui programmi televisivi che guardavo negli anni ’80 .

Considerando che non ho mi è mai sfuggito neanche uno dei suoi film avrei dovuto spendere qualche parola in più per lui…

Tutti i suoi film erano imperdibili, li ho rivisti diverse volte! Erano sempre avvincenti, divertenti e mai volgari!

Leggi Il mio pensierino sui programmi televisivi anni ’80, sono sicura che a ripensare alle scene di scazzottate strapperà ancora un sorriso, vero?

Ciao, Bambino!

La mia fiaba – Un sogno d’incanto

C’era una volta, eh sì, ogni favola che si rispetti inizia così, anche la mia non è da meno… 🙂

E' l'inizio dell'incanto - La mia fiaba di Susanna Albini

C’era una volta una bambina avventurosa, amava esplorare mondi nuovi ed il suo più grande sogno era quello di poter volare.

Le piaceva curiosare in realtà diverse, anche se a volte si sentiva un po’ spaesata. Lo spirito di avventura era, comunque, maggiore del timore, per cui non si lasciava sfuggire neanche un’occasione in cui aveva la possibilità di immergersi in nuovi luoghi.

Un giorno si ritrovò a girovagare per una città che non aveva mai visto, neanche in cartolina 🙂

Al centro c’era una grande piazza su cui si affacciavano diversi palazzi antichi ornati dai classici merli, una torre, una chiesa enorme, a dir il vero un po’ strana, visto che, su un fianco, aveva un lungo porticato con sotto tanti negozi dalle vetrine fastose.

Dalla piazza si diramavano tanti vicoli e uno conduceva ad un castello… Anche il castello non può mancare, ovviamente 🙂

Il castello era circondato da un fossato pieno d’acqua e, per entrarci, bisognava passare su un ponte levatoio in legno.

Peccato non avesse avuto un cavallo per poter fare un’entrata trionfale, comunque dal castello si poteva ammirare un panorama magnifico.

La giornata era bella, il cielo era azzurro e c’era qualche nuvola che si rincorreva sospinta da una dolce brezza.

Dopo aver visitato il castello ed essersi immersa tra le bancarelle di un mercato, la bambina si aggirò tra i vicoli e poi si ritrovò in un parco.

Era un parco bellissimo, con i prati verdi ed un boschetto al centro. Avendo camminato per tanto tempo, la bambina si coricò all’ombra di un grande albero per riposarsi un po’ ed iniziò a guardare le nuvolette bianche che correvano nel cielo.

Ad un certo punto si sentì avvolta da una morbida coperta, praticamente era una bolla iridescente che rifletteva i raggi del sole. Sospinta dal vento la bambina si ritrovò a volteggiare nell’aria.

Stranamente non aveva paura, ma era felice di poter ammirare la visuale dall’alto.

ricordati di osservare i colori del mondo - La mia fiaba di Susanna Albini

La bolla continuava a salire di quota, da lì tutto ciò che la bambina aveva visto poco prima era ancora più bello, tutto era colorato: c’era una festa in corso. Si potevano scorgere le giostre, le bancarelle dello zucchero filato, i palloncini, le girandole e gli aquiloni.

Una folata di vento più forte delle altre fece rimbalzare la bolla dalle fronde più alte delle piante contro uno scivolo enorme e la bolla si ruppe in tantissimi cristalli colorati.

Era uno scivolo un po’ diverso da quelli che si vedono nei parchi, aveva ben due discese ed era tutto a righe colorate.

La bambina si ritrovò sullo scivolo ma, per non cadere nel vuoto, si aggrappò forte ad una striscia di colore, tanto che si strappò.

Nel cadere giù dal cielo, fortunatamente, le strisce di colore si trasformarono in tanti ombrelli colorati che fecero planare dolcemente la bambina sul prato del parco.

Tutto è bene quel che finisce bene e la bambina imparò che i sogni si possono avverare!

La mia fiaba di Susanna Albini

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In attesa delle vacanze

In questo pensierino di prima elementare, scritto durante le vacanze estive, inizio a raccontare la mia estate, trascorsa tra la vacanza al mare e la casa in campagna.

Questa mattina sono uscita con la mamma in bicicletta a comprare la roba per andare al mare.

Nel tornare a casa ci siamo fermati a scuola a salutare la mia maestra.

Fidenza 22 giugno 1981

Tanti anni fa, in questi giorni, ero impaziente di partire per il mare.

Per tutti gli anni delle elementari sono andata in colonia a Cesenatico.

Ricordo con piacere le giornate trascorse con le mie amiche!

Sei mai andato in colonia? Ti piaceva o avresti preferito andare via con i genitori?

In attesa delle vacanze - pensierino prima elementare di Susanna AlbiniIn attesa delle vacanze - pensierino prima elementare di Susanna Albini

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La Pantera Rosa

Ricordando la mia infanzia non posso dimenticarmi del cartone animato della Pantera Rosa 🙂

Ogni episodio era un appuntamento imperdibile, tanto che, qualsiasi altra cosa stessimo vedendo in TV, mio papà si alzava dalla sedia per cambiare canale (che ci piacesse o no) lui non voleva perdere neanche una puntata.

Ripensando a questo aneddoto mi viene da sorridere, anche perché succede la stessa cosa ancora oggi, anche se è sempre più raro rivederla in Tv.

In effetti era simpatica e poi, essendo rosa, non poteva non piacere a noi bambine.

La guardavi? Ti piaceva?

Se ti piacciono i cartoni animati, puoi rivedere anche:

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La mia mucca

In questa giornata uggiosa, voglio farti leggere questa poesia di Gianni Rodari per rallegrare un po’ il pomeriggio.

La mia mucca

La mia mucca è turchina
si chiama Carletto
le piace andare in tram
senza pagare il biglietto.
Confina a nord con le corna,
a sud con la coda.
Porta un vecchio cappotto
e scarpe fuori moda.
La sua superficie
non l’ho mai misurata,
dev’essere un po’ meno
della Basilicata.
La mia mucca è buona
e quando crescerà
sarà la consolazione
di mamma è papà.
(Signor maestro, il mio tema
potrà forse meravigliarla:
io la mucca non ce l’ho,
ho dovuto inventarla.)
Gianni Rodari

Ti piace? Per me è molto bella, originale e simpatica.

Se conosci altre poesie di Rodari, scrivile nei commenti così facciamo una piccola raccolta!

Poesia la mia mucca di Gianni Rodari

Lo stile di Rodari è magico e inconfondibile, se ti piace puoi leggere anche:

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