La mia fiaba – Un sogno d’incanto

C’era una volta, eh sì, ogni favola che si rispetti inizia così, anche la mia non è da meno… 🙂

E' l'inizio dell'incanto - La mia fiaba di Susanna Albini

C’era una volta una bambina avventurosa, amava esplorare mondi nuovi ed il suo più grande sogno era quello di poter volare.

Le piaceva curiosare in realtà diverse, anche se a volte si sentiva un po’ spaesata. Lo spirito di avventura era, comunque, maggiore del timore, per cui non si lasciava sfuggire neanche un’occasione in cui aveva la possibilità di immergersi in nuovi luoghi.

Un giorno si ritrovò a girovagare per una città che non aveva mai visto, neanche in cartolina 🙂

Al centro c’era una grande piazza su cui si affacciavano diversi palazzi antichi ornati dai classici merli, una torre, una chiesa enorme, a dir il vero un po’ strana, visto che su un fianco aveva un lungo porticato con sotto tanti negozi dalle vetrine fastose.

Dalla piazza si diramavano tanti vicoli ed uno portava ad un castello… Anche il castello non può mancare, ovviamente 🙂

Il castello era circondato da un fossato in cui c’era l’acqua e per entrarci bisognava passare su un ponte levatoio in legno.

Peccato non avesse avuto un cavallo per poter fare un’entrata trionfale, comunque dal castello si poteva ammirare un panorama magnifico.

La giornata era bella, il cielo era azzurro e c’era qualche nuvola che si rincorreva sospinta da una dolce brezza.

Dopo aver visitato il castello ed essersi immersa tra le bancarelle di un mercato, la bambina si aggirò tra i vicoli e poi si ritrovò in un parco.

Era un parco bellissimo, con i prati verdi ed un boschetto al centro. Avendo camminato per tanto tempo, la bambina si coricò all’ombra di un grande albero per riposarsi un po’ ed iniziò a guardare le nuvolette bianche che correvano nel cielo.

Ad un certo punto si sentì avvolta da una morbida coperta, praticamente era una bolla iridescente che rifletteva i raggi del sole. Sospinta dal vento la bambina si ritrovò a volteggiare nell’aria.

Stranamente non aveva paura, ma era felice di poter ammirare la visuale dall’alto.

ricordati di osservare i colori del mondo - La mia fiaba di Susanna Albini

La bolla continuava a salire di quota, da lì tutto ciò che la bambina aveva visto poco prima era ancora più bello, tutto era colorato: c’era una festa in corso. Si potevano scorgere le giostre, le bancarelle dello zucchero filato, i palloncini, le girandole e gli aquiloni.

Una folata di vento più forte delle altre fece rimbalzare la bolla dalle fronde più alte delle piante contro uno scivolo enorme e la bolla si ruppe in tantissimi cristalli colorati.

Era uno scivolo un po’ diverso da quelli che si vedono nei parchi, aveva ben due discese ed era tutto a righe colorate.

La bambina si ritrovò sullo scivolo ma, per non cadere nel vuoto, si aggrappò forte ad una striscia di colore tanto che si strappò.

Nel cadere giù dal cielo, fortunatamente, le strisce di colore si trasformarono in tanti ombrelli colorati che fecero planare dolcemente la bambina sul prato del parco.

Tutto è bene quel che finisce bene e la bambina imparò che i sogni si possono avverare!

La mia fiaba di Susanna Albini

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