Una stradina di campagna

Un altro bel ricordo di un posto che è praticamente rimasto immutato nel corso del tempo è la stradina che conduce alla casa di Castelnuovo dove trascorrevo parte delle vacanze estive e che ancora oggi è la casa in cui ci riuniamo per fare feste e grigliate.

Vicino al paese di Castelnuovo Fogliani c’è una stradina di campagna che conduce alla casa di mia nonna Ave.

Quella stradina non è asfaltata, ma ha la ghiaia. Essa passa sopra ad un fiume secco dove le persone gettano delle borse con dentro immondizie. Quella stradina è circondata da prati e campi.

Quando il grano è maturo tutto è più bello, perché in alcuni punti dei campi fioriscono i papaveri. In mezzo alla ghiaia della stradina c’è qualche ciuffo d’erba.

Dove c’è il fiume secco ci sono degli alberi che formano una grande ombra e d’estate, quando c’è tanto caldo, io, mia sorella e mia mamma leghiamo l’amaca vicino a due alberi per divertirci.

Fidenza 11 luglio 1983

Tutt’ora il ruscello è in secca per la maggio r parte del tempo, la stradina è ancora ghiaiata e circondata dai campi e dal boschetto.

Purtroppo c’è ancora qualcuno che abbandona sacchi di immondizia 😦

L’unica cosa che non c’è più stata è l’amaca, in quel punto non l’abbiamo più rimontata.

Ricordo quando a volte cadevamo dall’amaca, che ridere!

A volte mia sorella mi stuzzicava apposta per farmi cadere…

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Le prime addizioni

In tutti i quaderni che ho ritrovato in solaio ci sono anche quelli di aritmetica.

Queste sono le prime operazioni di addizione fatte in prima elementare, sinceramente non ricordavo che si facessero così.

Potete ripassare anche:

Avete ricordi in merito?

ADDIZIONE di prima elementare di Susanna Albini

#addizionedelleelementari

#ricordianni80

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La cosa più bella

Ritrovando i quaderni delle poesie, mi sono immersa in un mondo quasi perduto.

Sinceramente non le ho mai apprezzate tantissimo, forse perché ero costretta ad impararle a memoria, senza mai riuscirci.

Ricordo di quando venivo “interrogata” e non sono mai riuscita a recitarne una completamente, nonostante abbia una memoria da elefante.

Venivo rispedita al banco, sentendomi dire di ripassare meglio.

Questa poesia mi sembra molto bella, densa di speranza, cosa ne pensate?

La cosa più bella è quando la notte dice al giorno: ti amo
e poi nasce il sole.
La cosa più bella è quando la terra dice al seme: ti amo
e poi nasce il fiore.
La cosa più bella è quando uno dice ad un altro: ti amo
e poi nasce l’amicizia.
La cosa più bella è quando qualcuno dice a Dio: ti amo
e poi nasce un uomo nuovo.
La cosa più bella è quando Dio dice ad un uomo: ti amo
e inizia un’avventura.

L’imminente partenza

Nell’ultimo periodo ti ho raccontato che trascorrevo parte dell’estate nella casa in campagna a Castelnuovo in attesa di partire per la colonia al mare a Cesenatico.

Ci sono andata per ben cinque anni, praticamente tutte le estati in cui ho frequentato la scuola elementare, e questa era in assoluto la prima volta che andavo via per ben tre settimane senza i miei genitori.

Ero molto emozionata per questa nuova esperienza che avrei fatto e curiosa di vivere “da sola” anche se con me c’era anche mia sorella.

Fra due giorni parto per il mare, sono andata da Madre Irma e ha detto che porterà tanti giocattoli e cioccolatino.

Sono contenta di partire, ma mi dispiace lasciare la mia mamma, mia sorella, il papà, i miei gattini, gli anitrini e i galli. 

Fidenza 15 luglio 1981

Ho un bel ricordo di madre Irma, era molto dolce e disponibile. Non la conoscevo benissimo, ma era una delle maestre nell’asilo in cui andava mia sorella. Era perfetta per accompagnarci in colonia dove ero sicura di divertirmi visto che c’erano tante mie amiche, ma sapevo anche che, prima o poi, la nostalgia di casa si sarebbe fatta sentire.

Puoi rivivere le “avventure” con le quali noi bambine ci siamo ritrovate circondate da tutti gli animali: quando abbiamo trovato i gattini, comprato i polli, che nel frattempo erano diventati dei galli, e l’arrivo inaspettato degli anitrini.

Che ricordi hai dell’attesa della partenza per le vacanze di quando eri bambino?

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Un bel regalo inatteso

Sono andata da mia nonna e m’ha detto:”Vieni Susanna che ti ho fatto un bel regalo” e mi ha dato una borsa chiusa. Io ero curiosa di sapere, ho aperto e sono sbucati sette bellissimi anitrini gialli e neri. 
La nonna ha detto: “Curateli bene, che diventeranno tanto grossi”.
Per me è stato un bel regalo e sono stata tanto contenta.
Fidenza 11 luglio 1981
Ricordo bene quel momento in cui vidi gli anitrini, erano tenerissimi e simpatici, stavano tutti uno sopra l’altro.
Tra l’altro ricordo che una volta ero a casa di mia nonna  proprio mentre si stavano schiudendo le uova delle anatre e, con mia sorella, ho assistito al momento in cui gli anitrini rompevano l’uovo, era bellissimo. Facevano fatica ad aprirsi il varco, si impegnavano tantissimo.
Mia sorella, cercando di aiutarli, ruppe un uovo, ma l’anitrino morì.
Fu un episodio triste che ancora oggi abbiamo impresso nella mente.
Vi è mai capitato di assistere alla schiusa delle uova? o a qualche altra nascita?

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I mitici Lego

Chi non si ricorda dei mitici mattoncini Lego?

Io non li ho mai avuti, ma un mio compagno di classe sì (per la precisione quello di cui vi ho parlato l’altro giorno e che si rese protagonista di un eclatante episodio durante un afoso pomeriggio d’estate, se vuoi sapere cosa successe leggi A cosa giochiamo? Nascondino!).

Per fortuna veniva spesso a giocare al pomeriggio a casa mia visto che abitava nella mia stessa via e la scusa era che dovessi aiutarlo a fare i compiti, quindi arrivava appena dopo pranzo, ma i compiti non li faceva… In compenso, a volte, portava una scatola grande piena dei mitici Lego!

Quando li vedevamo, noi bambine, eravamo molto contente visto che non ci potevamo giocare spesso per cui, quando c’era l’occasione, trascorrevamo i pomeriggi invernali a fare tante costruzioni.

A me piaceva molto fare una piccola città e piantare sulla piattaforma i pini già prefabbricati.

Che cosa preferivi costruire? Magari li hai ancora?

mattoncini lego

Se vuoi continuare a giocare puoi leggere anche:

Shopping… dei polli

L’altro giorno ti ho raccontato che da bambina trascorrevo parte dell’estate in campagna a Castelnuovo Fogliani e che ero andata, con mia mamma e mia sorella, a Fidenza ad acquistare dei polli.

Ieri sono andata con mia mamma e mia sorella in un altro posto e ce n’erano tanti che io non avevo mai visto tanti polli, sembravano un bucato bianco con dei fiorellini rossi.

Fidenza 8 luglio 1981

Ti sei mai imbattuto in un allevamento di polli?

Sembra impossibile possano essere così numerosi e tanto vicini da far fatica a distinguerli uno dall’altro.

In effetti non mi stupisce che da bambina li avessi descritti come fossero un lenzuolo candido con dei fiorellini.

Quest’immagine mi fa sembrare l’allevamento un luogo meno triste, vero?

Shopping... de polli - pensierino prima elementare di Susanna AlbiniShopping... de polli - pensierino prima elementare di Susanna Albini

#polli

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