Lupin

Oggi voglio condividere la sigla di questo cartone animato che seguivo sempre da bambina negli anni ’80 e che ancora oggi mi capita di vedere ogni tanto.

L’altro giorno sono andata a pescare e c’era un cane che si chiamava Gighen e me lo ha fatto ricordare.

La sigla mi è sempre rimasta impressa nella mente, perché ricorda le canzoni del liscio che ballano i miei genitori.

Quello che mi divertiva di più di questo cartone animato era Zenigata che veniva sempre beffato e deriso da Lupin che riusciva sempre a fargliela sotto al naso.

Seguivi le avventure di Lupin? Ti piaceva?

Se ti piacciono i cartoni animati, puoi rivedere anche:

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#cartonianimatianni80

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In aiuto alla nonna

L’altro giorno vi ho raccontato che avevo avuto una brutta sorpresa al rientro dal mare, per cui

Tutti i giorni devo andare a casa della nonna, perché, con un braccio solo, non può fare niente e intanto che mia mamma va nei campi con il nonno io e la nonna prepariamo la tavola.

Fidenza, 24 agosto 1981

La convalescenza è stata lunga ed in effetti dovevamo andare sempre ad aiutarla.

Mio nonno non sarebbe riuscito a fare tutto da solo, considerando che in quella stagione c’erano ancora molti lavori da fare nei campi e così trascorrevo in loro compagnia le ultime settimane prima dell’inizio della scuola.

In aiuto alla nonna 1 - pensierino prima elementare di Susanna Albini

In aiuto alla nonna 1 - pensierino prima elementare di Susanna Albini

#nonna

#ipensieriniritrovatinellamiacartella

Una brutta esperienza, il terremoto

Purtroppo in questi giorni siamo spettatori di un triste spettacolo: i gravi danni causati dal terremoto che ha scosso il centro Italia.

Non faccio a meno di pensare ai bambini che sono sopravvissuti a questa brutta esperienza e che sicuramente rimarrà nella loro memoria come un ricordo indelebile.

Quando avevo 9 anni l’ho vissuta anch’io, ma fortunatamente ai tempi non ebbe gravi conseguenze.

Ricordo come allora la sensazione di smarrimento e di impotenza di fronte ad un evento naturale a cui non possiamo far niente per contrastarlo, non ci resta che dare aiuto per quanto ci è possibile ai sopravvissuti.

Ieri sera verso le 17.30, avevo accompagnato mia cugina Sabrina a danza classica.

Mia cugina stava ballando con le sue compagne e la sua insegnate, mentre io ed un’altra signora eravamo sedute accanto ad un lungo tavolo.

Ad un tratto sentimmo il tavolo tremare molto forte.

Io restai tranquilla, perché noi credevamo che fosse un aereo, quando poi sentimmo che era continuo la signora disse: “Che cos’è?”.

Dopo lei corse fuori ed io la seguii, allora tutti..

Quella signora (quando tutti erano fuori) disse: “Pensavo che fossi io a star male, perché sono incinta”. Poi vestì la bambina e tornò a casa, mentre l’insegnate entrò e andò a prendere i vestiti delle bambine per vestirle. Dopo tutti si vestirono e aspettarono le loro mamme.

Io appena uscita dalla palestra tremavo tutta e poi c’era un po’ freddo. Io e mia cugina avevamo un po’ paura, perché mia mamma o mia zia dovevano ancora venirci a prendere.

Poi vedemmo mia zia che correva per venirci a prendere e noi le siamo corse incontro.

Quando ero con lei mi sentivo più sicura.

Mentre andavo a casa pensavo: “Se fosse caduto il palazzo?”

Quando ero per strada noi ci raccontavamo l’avvenuto e mia zia disse che a lei mancava poco che il frigorifero le cadesse addosso.

Io avevo molta paura, perché era appena successo in Turchia con migliaia di morti.

Fidenza, 10 novembre 1983

Ti è capitato di sentire delle scosse di terremoto? Che sensazioni hai provato?

Una brutta esperienza, il terremoto - pensierino di quarta elementare di Susanna Albini

Una brutta esperienza, il terremoto - pensierino di quarta elementare di Susanna Albini

Una brutta esperienza, il terremoto - pensierino di quarta elementare di Susanna Albini

#terremoto

#fidenza

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Una brutta sorpresa al rientro dal mare

Dopo avervi raccontato di essere stata al mare a Cesenatico al rientro devo dirvi che ho trovato una sorpresa spiacevole, infatti…

Sono andata da mia nonna dopo tornata dal mare e l’ho trovata con un braccio ingessato, perché è caduta dal trattore.

Fidenza, 20 agosto 1981

In questo caso si dovrebbe dire che è il rischio del mestiere, facendo la contadina e non sottraendosi neanche ai lavori più pesanti, purtroppo può succedere.

Fortunatamente non ha subito traumi che potevano essere ben più gravi, ma le conseguenze le riporta ancora oggi, quel braccio non è mai più tornato quello di prima.

Io ricordo ancora quando mia nonna ci caricava sul trattore, dovevamo stare “sedute” sulla lamiera che copriva la ruota così, mentre andavamo per le carraie tra i campi, ci ritrovavamo sempre con i rami e le foglie delle piante negli occhi.

Mia nonna era sempre allegra mentre guidava e spesso cantava o ci raccontava delle storie.

Mi piaceva molto andare in giro sul trattore e seguire i lavori nei campi, quello che mi piaceva di più era vedere l’imballatrice dalla quale uscivano le balle di fieno.

Siete mai saliti su di un trattore? Vi piaceva?

Se volete potete leggere la descrizione dei miei nonni e come vivevo una tipica giornata in campagna proprio a casa loro quando andavo a trovarli.

una brutta sorpresa al rientro dal mare

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Ricordi del mare

Tempo fa ti ho raccontato che sarei dovuta partire per la colonia al mare a Cesenatico con mia sorella.

Il soggiorno durava tre settimane durante le quali mi divertivo molto tra giochi in spiaggia, bagni in acqua e passeggiate con le mie amiche.

In quel lasso di tempo c’era concessa una visita da parte dei genitori di una giornata, generalmente una domenica; partivano tutti da Fidenza con una corriera.

Ricordo che c’era molta attesa per quel giorno, l’idea di rivedere i genitori dopo tanto tempo ci creava una certa agitazione, sensazione positiva di allegria.

La giornata con i genitori trascorreva velocemente,  andavamo fuori a pranzare e sempre nello stesso negozio a comprare delle statuine di vetro soffiato come ricordo. Sceglievamo sempre famiglie di animali: galline coi pulcini, gatti coi gattini, cigni, cani… che conservo tuttora.

All’ora del rientro tutti i bambini facevano fatica a staccarsi dai genitori, tanti piangevano a dirotto, ma, passato il momento critico, si tornava presto alla normalità fatta di giochi e divertimento.

Ti è capitato di stare lontano dai genitori per diverso tempo, come ti sentivi?

Sono andata al mare e mia mamma mi è venuta a trovare e sono stata bene.

Tutti i giorni andavamo a fare una passeggiata e Madre Irma ci comprava un bel gelato.

Fidenza, 7 agosto 1981

In questa foto puoi ammirare una famigliola che ho portato a casa come ricordo del mare che arriva direttamente dagli anni ’80 🙂

Ricordi del mare - pensierino prima elementare di Susanna Albini

Ricordi del mare - pensierino prima elementare di Susanna Albini

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Lo spaventapasseri, ricordo del passato

L’altro giorno, facendo una camminata in campagna, mi sono imbattuta in un campo in cui era stata fatta una “gara” di spaventapasseri.

Era da tanto tempo che non ne vedevo in giro e mi è venuto in mente che quando ero bambina ce ne erano tanti sparsi nella campagna, tra i campi di grano e di mais.

Quelli che ricordo meglio sono quelli che costruiva mio nonno ai quali faceva indossare camicie blu o a scacchi ed un bel cappello a tesa larga di paglia.

Li piazzava in mezzo all’orto e quando andavo a casa dei miei nonni, percorrendo la fine della stradina ghiaiata che conduceva alla casa, li intravedevo e spesso con mia sorella esclamavamo: “C’è la nonna nell’orto!”.

Inutile dire che sembravano proprio una persona, ma mia nonna spesso si lamentava del fatto che, comunque, gli uccelli andassero a rovinarle gli ortaggi visto che ormai avevano capito che non era lei…

Per ovviare a questa situazione, spesso, venivano aggiunte delle carte dell’uovo di pasqua che svolazzavano al vento e che, essendo luccicanti ai raggi del sole, davano un risultato migliore.

Hai visto degli spaventapasseri ultimamente? Ti piacciono?

spaventapasseri - ricordo del passato - foto di Susanna Albini

Se vuoi tornare indietro nel tempo, puoi leggere anche:

#spaventapasseri

#ricordidelpassato

#ipensieriniritrovatinellamiacartella

Noi bambini sopravvissuti agli anni ’80

Condivido questo racconto che descrive egregiamente l’infanzia dei bambini anni ’80 tra i quali c’ero anch’io.

Sono sicura che ti farà emozionare e ti farà ricordare tanti aneddoti ed episodi vissuti quotidianamente allora.

Sei pronto a tornare indietro nel tempo?

Buona lettura!

Chiunque sia stato bambino negli anni ’80 lo sa: noi potevamo. Noi potevamo uscire da scuola da soli già a 7 anni, bambino grande accompagnava a casa bambino piccolo e bambino medio se la cav…

Sorgente: Noi bambini sopravvissuti agli anni ’80