Pensierini di oggi

Passeggiata in un mondo senza tempo

Passeggiata in un mondo senza tempo

Oggi, tre maggio 2020 sto trascorrendo le ultime ore di quarantena in casa e mi accingo a riacquistare un po’ più di libertà di movimento e la possibilità di potermi immergere nella primavera ormai inoltrata che, finora, ho potuto ammirare solo dalla finestra.

All’inizio di questi due mesi d’isolamento c’era ancora la possibilità di fare una passeggiata nel verde in totale solitudine e, proprio al rientro di una di queste rare occasioni che mi ero concessa, mi sono soffermata a riflettere e ho scritto questi pensieri di getto, con l’intento di incorniciare questi ricordi e le sensazioni come fossero una foto ricordo di questo periodo.

Bene, ora è il momento di fare la passeggiata 🙂

Sarei curiosa di conoscere anche le tue emozioni vissute in questo lungo periodo di isolamento e, se ti va, puoi scriverle nei commenti, ora ci si incammina:

Passeggiata in un mondo senza tempo

Inizi a camminare sul ciglio della strada per non essere un intralcio alla via di scorrimento, ma ben presto ti rendi conto di essere l’unico essere umano che vaga in un lungo lasso di tempo.

Solo lo spettro della tua ombra ti affianca in questo momento.

Ti guardi attorno intimorito, il silenzio non ti è amico e non è di conforto.

I passi iniziano ad affrettarsi, pensi così di poter alleviare l’incredulità per questa situazione.

Gli occhi continuano a vagare tra i tanti fili d’erba verde, interrotti e rallegrati da un gregge di margherite che si godono gli ormai tiepidi raggi del sole.

Prosegui e ti accorgi che, all’incedere dei tuoi passi, delle rane, disturbate nel loro riposino pomeridiano, si tuffano in pochi centimetri d’acqua che scorrono proprio lì al tuo fianco.

Prosegui annoiato nel silenzio dei tuoi passi e un odore acre si insinua tra le narici, profumo di letame che, in questo momento, è tra le poche cose che rimandano a remote scene di vita contadina e parvenze umane.

Ti accorgi che un gruppetto di farfalle colorate giocano e si rincorrono tra loro indisturbate.

Un salice piangente si staglia impassibile all’orizzonte e, mentre ti avvicini, una lieve brezza ne scalfisce i lineamenti, facendo danzare i suoi lunghi rami cadenti.

Attraversi senza indugio un passaggio a livello di un binario ormai morto, mentre il sole sta per volgere al tramonto e, arrivato alla fine dei tuoi passi, ti accorgi che non sei in un mondo senza tempo, ma di essere in un mondo che si è ripreso il suo tempo e il suo doveroso silenzio.

Medesano, 18 marzo 2020

Puoi leggere anche le prime considerazioni scritte all’inizio di questa situazione surreale: E se morissi adesso? Non so perché

binari ferrovia

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