I miei pensierini delle elementari · IV elementare

Relazione – il lavoro

Nel 1984 frequentavo la quarta elementare e proprio il 3 maggio ero impegnata a scrivere una relazione sul lavoro.

Un argomento importante per bambini di quell’età, immagino che le considerazioni fossero frutto di un discorso più ampio fatto dalla maestra.

Mi sembra di essere partita un po’ alla lontana col filo del discorso, ma alla fine credo di aver centrato la sostanza.

Relazione quarta elementare – il lavoro

Questa mattina, la mia maestra ci ha parlato del lavoro.

Ha detto che il lavoro è stato santificato da Gesù, perché ha lavorato anche Lui, anche se era il figlio di Dio.

Ci ha letto l’inizio della Costituzione, che è la legge che governa l’Italia.

Ha detto che i senatori e i ministri si uniscono insieme e scrivono una legge e poi i magistrati la consultano e se è come dice la Costituzione l’accettano altrimenti non l’accettano.

Quando, delle persone sono senza lavoro e degli altri l’hanno, il governo fa lavorare un gruppo qualche ora e un altro gruppo lo stesso tempo e così via, così tutti hanno un lavoro e guadagnano e possono guadagnare.

Ha detto che non ci sono lavori umili e nobili, ma che sono tutti uguali. Anche se noi siamo dei medici non vuole dire che siamo più importanti dei contadini, perché noi dipendiamo sempre da loro.

Fidenza 3 maggio 1984

Credo proprio che queste semplici riflessioni siano ancora attuali, che ne dici?

Il lavoro - Relazione di quarta elementare di Susanna Albini

Il lavoro - Relazione di quarta elementare di Susanna Albini

#lavoro

#ipensieriniritrovatinellamiacartella

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I miei pensierini delle elementari · IV elementare

La festa di Don Bosco

Questo pensierino scritto in quarta elementare oggi ci catapulterà nel 31 gennaio 1984 e andremo in oratorio a festeggiare Don Bosco. Ti va di aggiungerti all’allegra compagnia?

La festa di Don Bosco – pensierino di quarta elementare

Domenica con mia cugina siamo andate a chiamare una sua amica: Lorena. Abbiamo aspettato l’amica e ci siamo incamminate verso l’oratorio, perché c’era la festa di Don Bosco.

Alla festa c’erano molte bambine, bambini e ragazzi, tutti allegri e felici.

Io ero impaziente di entrare, perché volevo vedere cosa facevano. Quando era ora di entrare in sala Don Bosco una valanga di bambini e ragazzi correva per la scala per occupare le prime sedie.

Appena entrati ho sentito un grande chiasso: sedie, urli, calci contro le sedie.

Poco dopo è arrivato Don Rino con una torta in mano con sopra la figura di Don Bosco. Aveva detto che la regalava a chi stava composto e buono. A quelle parole c’era meno chiasso.

Dopo una ragazza aveva distribuito le cartelle per giocare a tombola.

I numeri del cartellone li estraeva dal sacchetto Elisabetta Saltari.

A me piace molto il gioco della tombola ed ero contenta che l’avessero fatto. Nel gioco si faceva cinquina e tombola. Nel giro di cinque minuti un bambino aveva già fatto cinquina e ha vinto un flipper portatile.

Dopo c’è stata la tombola e l’ha fatta la sorella di Elisabetta, ha vinto una penna che segna l’orario e anche scrive.

A me è piaciuta molto la festa solo che ho dovuto andare a casa prima che finisse, perché mi è venuta a prendere mia zia, perché dovevo andare da mia zia dove era arrivata mia zia di Villanova.

Fidenza 8 febbraio 1984

Ho ancora un ricordo vivido della corsa sulle scale descritta nel pensierino, mentre ne ho meno del finale, non mi viene in mente da che zia dovessi andare… Ti ho già detto che ne ho innumerevoli visto che ho sempre chiamato zie anche le tante sorelle di mia nonna, chissà…

Devo ammettere che in oratorio mi sono sempre divertita anche se, effettivamente, non ci andavo frequentemente 🙂

Di Don Rino ho un ottimo ricordo: era simpatico, sempre disponibile con i bambini ed i ragazzi e, nota particolare, girava in bicicletta con la sciarpa del Milan al collo 🙂

Unica nota dolente… non mi ha mai preso a far parte del coro della chiesa… ad ogni “provino” mi diceva: “Aspettiamo ancora un po’… magari più avanti…”

Va beh, inutile dire che le mie doti canore non siano effettivamente “scritturabili” 😉

Pensierino quarta elementare di Susanna Albini - La festa di Don Bosco

Pensierino quarta elementare di Susanna Albini - La festa di Don Bosco

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I miei pensierini delle elementari · IV elementare

La neve

Oggi ha iniziato a nevicare dopo tantissimo tempo, ma, rileggendo questo pensierino scritto in quarta elementare, mi rendo conto di quanto abbia cambiato idea sulla neve.

Ai tempi ne ero entusiasta, gli occhi di bambina me la facevano vivere come una cosa meravigliosa, mentre adesso la bandirei dalle precipitazioni atmosferiche 🙂

Non riesco ad apprezzarla e a coglierne il lato divertente e/o romantico.

Va bene, ora rileggo il pensierino e faccio finta di entusiasmarmi ancora come allora 🙂

Questa mattina, mentre venivo a scuola, un fiocco gelato mi cadde sulla faccia.

Appena lo sentii provai un senso di gioia dentro di me, perché ero invidiosa, quando lo vedevo in televisione.

Appena lo vidi lo dissi subito a Carlotta. Lei era molto contenta e disse: “Evviva la neve! Che bello nevica!”.

Arrivata a scuola lo dissi a tutte le mie compagne, ma loro lo sapevano già.

La neve scende fitta e veloce. Dalla finestra della scuola si vedono alcuni tetti di case lì vicino e un maestoso tiglio spoglio.

I tetti sono ricoperti di un soffice velo di neve candida. Il maestoso tiglio sui suoi rami ha un candido vestito di neve immacolata. Il tiglio è bellissimo!

La neve scendeva lieve e silenziosa. Sulle cose si posava lieve e tutto imbiancava.

Adesso ha smesso di nevicare e tutto è silenzioso.

Se nevicherà ancora vorrei fare un pupazzo di neve e giocare con la neve.

Io sono molto contenta che è nevicato, perché c’era una grande siccità.

Fidenza 17 dicembre 1983

Nei commenti puoi scrivere argomentazioni valide sulla neve per provare a convincermi ad apprezzarla 🙂

P.S.

Nella foto puoi ammirare il pettirosso infreddolito, detto Petty, che in inverno viene a mangiare le briciole che gli lascio sul balcone, proprio come quando ero bambina e dalla finestra vedevo diversi uccellini nel giardino di casa a Fidenza.

I miei pensierini delle elementari · IV elementare

Ho visitato il cimitero di Bacedasco

In questi primi giorni di novembre mi sono sempre dovuta cimentare con il pensierino dedicato alla visita al cimitero. Argomento non proprio semplice da affrontare, dover esprimere emozioni e sensazioni di un momento così intimo non è mai stato facile per me.

Nel pensierino scritto in terza elementare ti ho raccontato della visita al cimitero di Fidenza, mentre oggi, col pensierino di quarta elementare, ti porto al cimitero di Bacedasco.

E’ un cimitero non tanto grande per cui, con un unico colpo d’occhio, si riesce ad averne la prospettiva completa e, visto con gli occhi di un bambino, può davvero sembrare di essere in un giardino.

Ti va di venire con me?

Ho visitato il cimitero di Bacedasco – pensierino di quarta elementare

L’altro ieri sono andata a visitare il cimitero di Bacedasco, con i miei genitori e mia sorella.

Per andare al cimitero si vedeva una fila di automobili parcheggiate lungo il ciglio della strada.

Davanti al cancello dell’entrata c’erano delle persone anziane che chiacchieravano fra loro. Appena entrai vidi un cimitero molto piccolo. Quando andai vicino alla tomba della sorella di mia nonna e di suo papà, mia mamma vide una sua cugina che si chiama Marisa con una bambina piccola di nome Annalisa di 7 mesi.

Il marmo delle lapidi era lucido e davanti c’erano posti dei bellissimi fiori: tre vasi messi a triangolo, i vasi erano colmi di campanelle bianche e due o tre fiori rossi.

Tutte le tombe erano ben lucidate con i loro fiori. Il cimitero con tutti quei fiori pareva un giardino di fiori di tutti di colori. Al centro del cimitero c’era un piccolo viale di cui alla fine c’era il sacerdote che celebrava la Santa Messa. Il cimitero era gremito di persone, alcune che chiacchieravano, altre che piangevano o che pregavano.

La cosa che mi ha colpito di più è stata una persona che piangeva.

Io pensavo ai miei cari che non avevo conosciuto, pensavo di farmi un’idea di loro guardando la fotografia. A me è dispiaciuto molto non aver conosciuto quelle persone.

Fidenza 3 novembre 1983

Pensierino di quarta elementare di Susanna Albini - Una visita al cimitero di Bacedasco

Pensierino di quarta elementare di Susanna Albini - Una visita al cimitero di Bacedasco

Se vuoi immergerti ancora un po’ nell’atmosfera autunnale, puoi leggere anche:

#ognissanti

#cimitero

#ipensieriniritrovatinellamiacartella

I miei pensierini delle elementari · IV elementare

Alle giostre

In questi giorni, a Fidenza, c’è in corso la Gran Fiera di San Donnino.

Oggi, con questo pensierino scritto in quarta elementare, ti racconto di quando ero bambina e di come vivevo la fiera di San Donnino, patrono di Fidenza.

Praticamente ti porto sulle giostre 🙂 Sei pronto?

Alle giostre – pensierino di quarta elementare

L’altro giorno sono andata alle giostre che tutti gli anni si piazzano nel quartiere Luce.

Le giostre vengono per ricordare San Donnino, patrono di Fidenza.

L’altro giorno, alle giostre ci sono andata con mia sorella, mia mamma mia cugina, mia zia, Alberto e Anna due miei amici.

Nel quartiere Luce si sono piazzate delle nuove giostre, che gli altri anni non c’erano, come il Ranger, lo Slalom, il Castello incantato, la Mostra faunistica, il Carosel d’amor.

Le giostre dove io sono salita sono: lo Slalom dove si prende un tappeto e si va a scivolare sopra una discesa tutta a gobbe.

Sono salita, anche, sul Carosel d’amor: quando ci si va sopra va pianissimo, mentre poi si copre con una tenda e quando si riscopre comincia a girare fortissimo.

Sul Telecombattimento ci sono salita con Deborah, mia cugina e mia sorella; quando andavo in alto con mia cugina lei aveva un po’ paura. Per fare un giro gratis bisognava restare in alto.

Siamo saliti sulla Ruota panoramica che continuava a girare e non si fermava mai. Mia cugina aveva paura che con si fermasse mai e a momenti si metteva a piangere.

Sull’Autopista dei grandi ci sono andata con Deborah che guidava e mia sorella in mezzo.

Mia mamma mi ha fatto pescare un pesce che questa mattina è morto.

Alla sera siamo tornati a casa. Là c’era confusione: c’era chi cantava, c’era una musica in ogni giostra, perciò ci veniva fuori una confusione. C’erano molte persone che si spingevano.

Io mi sono divertita molto, ma quando sono tornata a casa mi facevano male i piedi, perché avevo camminato molto.

Fidenza 8 ottobre 1983

Da allora la fiera ha cambiato posizione, è stata trasferita in un altro quartiere, ma la maggior parte delle giostre sono rimaste tali, così come il mal di piedi che mi coglie dopo aver camminato molto…

Alle giostre - pensierino di quarta elementare scritto negli anni '80

Alle giostre - pensierino di quarta elementare scritto negli anni '80

I miei pensierini delle elementari · IV elementare

La vita di San Francesco

Oggi 4 ottobre è San Francesco, il patrono d’Italia e, con questo pensierino scritto in quarta elementare, ti racconto la sua vita.

La vita di San Francesco – pensierino di quarta elementare

San Francesco nacque ad Assisi nel 1182.

Egli viveva in una casa molto ricca con sua madre e suo padre. Il nome di battesimo era Paolo, ma suo padre, per onore della Francia dove aveva affari, gli fece mettere nome Francesco.

Francesco era figlio unico, perciò suo padre gli dava tutto quello che desiderava, così lo viziò. Un giorno andò a una lotta tra città e città, là fu prigioniero.

Un giorno Francesco volle fare la vita di un povero, lasciò tutte le sue ricchezze e le diede ai poveri. Si mise un vestito di sacco e andò a predicare nelle città. Con lui andarono molti giovani così fecero delle regole di vita e le portarono a far vedere al Papa. Il Papa gli disse che potevano vivere in quel modo.

Francesco con i suoi compagni volle andare a convertire la Turchia, ma non ci andò, perché venne a casa ammalato. Andò alla Verna e là fondò un convento.

Francesco per assomigliare a Gesù restò a digiuno 40 giorni. Come Gesù quando ha attraversato il deserto.

Dopi i 40 giorni di digiuno vide la visione di Gesù con le piaghe. Gesù per fare un regalo a Francesco gli fece venire le Stimmate come quando Gesù morì sulla croce.

San Francesco morì a 44 anni nel 1226. Lui volle morire adagiato sulla terra.

Francesco fece molti miracoli e chiamò la natura fratello e sorella.

Un giorno Francesco scrisse una delle più belle poesie il Cantico delle creature.

Il Papa così lo dichiarò santo.

Fidenza 4 ottobre 1983

Approfitto dell’occasione per fare gli auguri di Buon onomastico a tutti i Francesco e Francesca 🙂

La vita di San Francesco - pensierino di quarta elementare di Susanna Albini

La vita di San Francesco - pensierino di quarta elementare di Susanna Albini

 

I miei pensierini delle elementari · IV elementare

Un ricordo delle mie vacanze

Con questo pensierino scritto agli inizi della quarta elementare, ti porto al mare a Cesenatico dove sono andata per ben cinque anni in colonia dal 1981 al 1985.

Per tutti gli anni delle scuole elementari mi sono ritrovata a scrivere uno o più pensierini proprio inerenti alle vacanze e questo è uno dei tanti 🙂

Diciamo che bene o male la giornata più significativa era sempre quella dedicata all’incontro con i genitori visto che stavo via per ben 20 giorni, mentre le altre erano classiche giornate di routine scandite dalla vita di spiaggia e dai giochi in giardino intervallate dalle merende e dai pasti.

Quando ero in colonia al mare, lì sono stata 20 giorni.

Il giorno che mi è piaciuto di più è stato quando i genitori ci sono venuti a trovare. Era domenica mattina, noi eravamo in cortile che cantavamo, perché più tardi c’era la Messa.

Ad un tratto io vidi i miei genitori e mia nonna, gli corsi incontro e li salutai, io in quel momento sentivo una grande gioia dentro di me, perché ero vicina ai miei genitori e a mia nonna. Finito di cantare andammo a Messa.

Poi siamo andati a fare un giro per Cesenatico. Mia mamma, per me e mia sorella, ci ha comprato due bamboline: una della Grecia e l’altra della Germania, io ero molto contenta, perché faccio la raccolta. Quelle bamboline ricordo erano molto carine.

Dopo siamo andate a pranzare. Mentre pranzavamo pensavo dentro di me che ormai la giornata da stare con i miei genitori era ormai terminata, perciò ero un po’ triste, perché tra cinque o sei ore se ne dovevano tornare a Fidenza.

Dopo finito di pranzare andammo a prendere il gelato ad un bar lì vicino. Al pomeriggio andammo in spiaggia, là facemmo una passeggiata lungo il mare con il quale e c’erano tante conchiglie e granchi.

Quando venne l’ora che i genitori partissero io ero un po’ triste.

Fidenza 22 settembre 1983

Un’altra giornata che è ancora scalfita nella mia memoria è quella in cui il mare era in burrasca 🙂