Alle giostre

In questi giorni, a Fidenza, c’è in corso la Gran Fiera di San Donnino.

Oggi, con questo pensierino scritto in quarta elementare, ti racconto di quando ero bambina e di come vivevo la fiera di San Donnino, patrono di Fidenza.

Praticamente ti porto sulle giostre 🙂 Sei pronto?

L’altro giorno sono andata alle giostre che tutti gli anni si piazzano nel quartiere Luce.

Le giostre vengono per ricordare San Donnino, patrono di Fidenza.

L’altro giorno, alle giostre ci sono andata con mia sorella, mia mamma mia cugina, mia zia, Alberto e Anna due miei amici.

Nel quartiere Luce si sono piazzate delle nuove giostre, che gli altri anni non c’erano, come il Ranger, lo Slalom, il Castello incantato, la Mostra faunistica, il Carosel d’amor.

Le giostre dove io sono salita sono: lo Slalom dove si prende un tappeto e si va a scivolare sopra una discesa tutta a gobbe.

Sono salita, anche, sul Carosel d’amor: quando ci si va sopra va pianissimo, mentre poi si copre con una tenda e quando si riscopre comincia a girare fortissimo.

Sul Telecombattimento ci sono salita con Deborah, mia cugina e mia sorella; quando andavo in alto con mia cugina lei aveva un po’ paura. Per fare un giro gratis bisognava restare in alto.

Siamo saliti sulla Ruota panoramica che continuava a girare e non si fermava mai. Mia cugina aveva paura che con si fermasse mai e a momenti si metteva a piangere.

Sull’Autopista dei grandi ci sono andata con Deborah che guidava e mia sorella in mezzo.

Mia mamma mi ha fatto pescare un pesce che questa mattina è morto.

Alla sera siamo tornati a casa. Là c’era confusione: c’era chi cantava, c’era una musica in ogni giostra, perciò ci veniva fuori una confusione. C’erano molte persone che si spingevano.

Io mi sono divertita molto, ma quando sono tornata a casa mi facevano male i piedi, perché avevo camminato molto.

Fidenza 8 ottobre 1983

Da allora la fiera ha cambiato posizione, è stata trasferita in un altro quartiere, ma la maggior parte delle giostre sono rimaste tali, così come il mal di piedi che mi coglie dopo aver camminato molto…

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La vita di San Francesco

Oggi è San Francesco, il patrono d’Italia e, con questo pensierino scritto in quarta elementare, ti racconto la sua vita.

San Francesco nacque ad Assisi nel 1182.

Egli viveva in una casa molto ricca con sua madre e suo padre. Il nome di battesimo era Paolo, ma suo padre, per onore della Francia dove aveva affari, gli fece mettere nome Francesco.

Francesco era figlio unico, perciò suo padre gli dava tutto quello che desiderava, così lo viziò. Un giorno andò a una lotta tra città e città, là fu prigioniero.

Un giorno Francesco volle fare la vita di un povero, lasciò tutte le sue ricchezze e le diede ai poveri. Si mise un vestito di sacco e andò a predicare nelle città. Con lui andarono molti giovani così fecero delle regole di vita e le portarono a far vedere al Papa. Il Papa gli disse che potevano vivere in quel modo.

Francesco con i suoi compagni volle andare a convertire la Turchia, ma non ci andò, perché venne a casa ammalato. Andò alla Verna e là fondò un convento.

Francesco per assomigliare a Gesù restò a digiuno 40 giorni. Come Gesù quando ha attraversato il deserto.

Dopi i 40 giorni di digiuno vide la visione di Gesù con le piaghe. Gesù per fare un regalo a Francesco gli fece venire le Stimmate come quando Gesù morì sulla croce.

San Francesco morì a 44 anni nel 1226. Lui volle morire adagiato sulla terra.

Francesco fece molti miracoli e chiamò la natura fratello e sorella.

Un giorno Francesco scrisse una delle piĂą belle poesie il Cantico delle creature.

Il Papa così lo dichiarò santo.

Fidenza 4 ottobre 1983

Approfitto dell’occasione per fare gli auguri di Buon Onomastico a tutti i Francesco e Francesca 🙂

La vita di San Francesco - pensierino di quarta elementare di Susanna Albini

La vita di San Francesco - pensierino di quarta elementare di Susanna Albini

 

Un ricordo delle mie vacanze

Con questo pensierino scritto agli inizi della quarta elementare, ti porto al mare a Cesenatico dove sono andata per ben cinque anni in colonia dal 1981 al 1985.

Per tutti gli anni delle scuole elementari mi sono ritrovata a scrivere uno o più pensierini proprio inerenti alle vacanze e questo è uno dei tanti 🙂

Diciamo che bene o male la giornata piĂą significativa era sempre quella dedicata all’incontro con i genitori visto che stavo via per ben 20 giorni, mentre le altre erano classiche giornate di routine scandite dalla vita di spiaggia e dai giochi in giardino intervallate dalle merende e dai pasti.

Quando ero in colonia al mare, lì sono stata 20 giorni.

Il giorno che mi è piaciuto di piĂą è stato quando i genitori ci sono venuti a trovare. Era domenica mattina, noi eravamo in cortile che cantavamo, perchĂ© piĂą tardi c’era la Messa.

Ad un tratto io vidi i miei genitori e mia nonna, gli corsi incontro e li salutai, io in quel momento sentivo una grande gioia dentro di me, perché ero vicina ai miei genitori e a mia nonna. Finito di cantare andammo a Messa.

Poi siamo andati a fare un giro per Cesenatico. Mia mamma, per me e mia sorella, ci ha comprato due bamboline: una della Grecia e l’altra della Germania, io ero molto contenta, perché faccio la raccolta. Quelle bamboline ricordo erano molto carine.

Dopo siamo andate a pranzare. Mentre pranzavamo pensavo dentro di me che ormai la giornata da stare con i miei genitori era ormai terminata, perciò ero un po’ triste, perché tra cinque o sei ore se ne dovevano tornare a Fidenza.

Dopo finito di pranzare andammo a prendere il gelato ad un bar lì vicino. Al pomeriggio andammo in spiaggia, là facemmo una passeggiata lungo il mare con il quale e c’erano tante conchiglie e granchi.

Quando venne l’ora che i genitori partissero io ero un po’ triste.

Fidenza 22 settembre 1983

Un’altra giornata che è ancora scalfita nella mia memoria è quella in cui il mare era in burrasca 🙂

 

La mia opera d’arte del 15 06 1984

Tanti anni fa mi ritrovavo a fare questo disegno, sicuramente come compito delle vacanze estive, ma, sicuramente, non un’opera d’arte 🙂

Come ti sembra?
Non è un po’ strambo?

Pensando di averlo fatto in giugno, sembra essere ambientato in una stagione calda: ci sono i fiori in giardino ed i prati verdi; ma dal camino della casa esce il fumo?! Potrebbe esserci una grigliata in corso in salotto?

Forse era una giornata un po’ pazzerella come oggi in cui ancora non si capisce se il tempo voglia volgere verso l’estate o l’autunno…

Notare il treno che sbuca dalla galleria nella collina… mi sa che andrà presto a deragliare….

E, infine, i recinti dei giardini o meglio le staccionate; ricordo che mi è sempre piaciuto disegnarle, perchĂ© potevo usare il righello per farle dritte…

Le nuvole, un altro dettaglio immancabile nei miei disegni, le adoro ancora adesso… e le disegno spessissimo 🙂

Conservi ancora qualche disegno che fatto alle elementari?

Mettilo nei commenti così possiamo creare una bella galleria di opere d’arte!

disegno di Susanna Albini di quarta elementare del15 06 1984

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Il “Baffo”

In questo pensierino scritto in quarta elementare emerge un lato del mio carattere che, nel corso del tempo e con molta fatica, ho cercato di limare: la timidezza…

Purtroppo non ci sono ancora riuscita completamente, comunque qua sotto puoi leggere un aneddoto vissuto quando ero bambina ancora molto, molto, molto timida 🙂

Dei giorni viene a casa mia un uomo a portare del lavoro a mio papĂ .

Egli è un uomo alto e magro, con dei baffi neri che si rivoltano all’insù.

Un giorno cercava mio papà, allora sono corsa da mio papà e gli ho detto: “Papà c’è il baffo che ti cerca”.

Non sapevo che lui mi avesse sentito, allora ci sono rimasta male e sono scappata via.

Fidenza 11 giugno 1984

Sono sicura che, con la timidezza che mi ha sempre contraddistinto, piĂą che scappare avrei voluto sotterrarmi per non riemergere mai piĂą!

A chi non è mai capitato di fare una brutta figura?

Con l’ingenuità caratteristica dei bambini capita spesso, vero? Vuoi per il fatto che non si abbiano condizionamenti e pregiudizi e vuoi perché non ci si trattenga dal dire esattamente ciò che si pensi.

Peccato che con l’avanzare dell’età si perda questa “capacità” e ci si sforzi di essere sempre diplomatici, almeno nella maggior parte dei casi (ad eccezione delle volte in cui, effettivamente, si esce dai gangheri…).

Ricordi di un episodio per cui i genitori ti abbiano guardato “male” per aver detto o ripetuto qualcosa che non avresti dovuto far sapere?

Le scenette più belle sono quando i bambini ripetono, senza farsi tanti problemi, le frasi sentite dagli adulti… su aneddoti di vita casalinga o su commenti riferiti ad altre persone… vero?

Il Il

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Buon Natale dagli anni ’80

A scuola, prima delle ricorrenze, era solito che tutti i bambini dovessero preparare dei lavoretti e dei bigliettini o letterine da portare ai genitori.

Sicuramente ne hai dovuti fare anche tu, vero?

Devo ammettere che mi sono sempre divertiva nel farli, soprattutto quando c’era da ritagliare e colorare.

Oggi ti auguro Buon Natale con un biglietto costruito negli anni ’80 quando andavo alle elementari.

Buon Natale!

biglietto auguri di Buon Natale di Susanna Albini fatto alle scuole elementari biglietto auguri di Buon Natale di Susanna Albini fatto alle scuole elementari

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Mi preparo al Natale

Questo pensierino, scritto in quarta elementare, racchiude e descrive il fermento di tutti i preparativi che facevo da bambina in attesa del Natale.

Mi sembra proprio che non mi facessi mancare niente:)

Dalla classica preparazione dell’albero, passavo a suonare la canzone di Natale e a studiare una poesia… e, per finire, non mancavano neanche i buoni propositi, chissĂ  se riuscivo a mantenerli…

Leggendo questo pensierino mi sembra di emergere da un turbinio di ricordi che, sinceramente, erano sopiti in fondo alla mia memoria, non riesco proprio ad immaginare che giochi avessi potuto inventare, chissĂ …

Che ne dici, sei pronto ad immergerti tra fiocchi, nastri e palline colorate?

Ormai siamo vicini al Natale! Io ho preparato delle cose per rallegrarlo.

A casa ho preparato l’albero di Natale, il ginepro però, me lo ha portato mia zia quando è andata da una sua amica. Dopo io e mia sorella lo abbiamo addobbato con palline e fili colorati.

Quando mia mamma andrà a comprare un fiore: la Stella di Natale, io le metterò un nastro così sarà più bella.

I dolci, i pandori, i panettoni e i torroni li metterò tutti in una cesta e poi farò i regali a tutti i miei parenti.

Io, se prenderò delle mance, le metterò nel mio salvadanaio e ne darò anche in chiesa per l’offertorio.

A casa mi sono inventata dei giochi e li ho preparati per quando verranno i miei amici.

In classe abbiamo preparato il presepe un po’ piccolo, perché non abbiamo spazio e un grazioso alberello di Natale con fili colorati e palline. Appeso alla porta c’è un biglietto d’augurio di buon Natale con un rametto di pungitopo da cui scendono due strisce di carta dorata con scritto Buon Natale!

Su ogni vetro delle finestre della classe ci sono fili argentati e dorati con appeso una pallina colorata.

Per Natale ho preparato una suonatina intitolata: “Tu scendi dalle stelle”, l’ho preparata con il flauto.

Ho studiato una poesia intitolata Notte santa, parla dell’angelo che è andato a chiamare i pastori e un dialogo tra i personaggi che sono: Maria, l’Angelo Gabriele, Giuseppe e i pastori.

Il canto scelto è molto bello, ma io non conosco il titolo.

Ho preparato un lavoretto e un biglietto d’augurio di Buon Natale e felice anno nuovo. Il lavoretto è piccino, ma l’ho fatto con amore.

Per preparami meglio al Natale voglio pregare meglio degli altri giorni. Essere gentile e ubbidiente con i miei genitori e fare meglio i compiti.

Fidenza 17 dicembre 1983

Che ricordi hai degli ultimi giorni di preparativi in attesa del Natale di quando eri bambino?

Mi preparo al Natale - pensierino di quarta elementare di Susanna Albini del 1983

Mi preparo al Natale - pensierino di quarta elementare di Susanna Albini del 1983

Mi preparo al Natale - pensierino di quarta elementare di Susanna Albini del 1983

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