La neve

Oggi ha iniziato a nevicare dopo tantissimo tempo, ma, rileggendo questo pensierino scritto in quarta elementare, mi rendo conto di quanto abbia cambiato idea sulla neve.

Ai tempi ne ero entusiasta, gli occhi di bambina me la facevano vivere come una cosa meravigliosa, mentre adesso la bandirei dalle precipitazioni atmosferiche 🙂

Non riesco ad apprezzarla e a coglierne il lato divertente e/o romantico.

Va bene, ora rileggo il pensierino e faccio finta di entusiasmarmi ancora come allora 🙂

Questa mattina, mentre venivo a scuola, un fiocco gelato mi cadde sulla faccia.

Appena lo sentii provai un senso di gioia dentro di me, perché ero invidiosa, quando lo vedevo in televisione.

Appena lo vidi lo dissi subito a Carlotta. Lei era molto contenta e disse: “Evviva la neve! Che bello nevica!”.

Arrivata a scuola lo dissi a tutte le mie compagne, ma loro lo sapevano giĂ .

La neve scende fitta e veloce. Dalla finestra della scuola si vedono alcuni tetti di case lì vicino e un maestoso tiglio spoglio.

I tetti sono ricoperti di un soffice velo di neve candida. Il maestoso tiglio sui suoi rami ha un candido vestito di neve immacolata. Il tiglio è bellissimo!

La neve scendeva lieve e silenziosa. Sulle cose si posava lieve e tutto imbiancava.

Adesso ha smesso di nevicare e tutto è silenzioso.

Se nevicherĂ  ancora vorrei fare un pupazzo di neve e giocare con la neve.

Io sono molto contenta che è nevicato, perché c’era una grande siccità.

Fidenza 17 dicembre 1983

Nei commenti puoi scrivere argomentazioni valide sulla neve per provare a convincermi ad apprezzarla 🙂

P.S.

Nella foto puoi ammirare il pettirosso infreddolito, detto Petty, che in inverno viene a mangiare le briciole che gli lascio sul balcone, proprio come quando ero bambina e dalla finestra vedevo diversi uccellini nel giardino di casa a Fidenza.

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Ho visitato il cimitero di Bacedasco

In questi primi giorni di novembre mi sono sempre dovuta cimentare con il pensierino dedicato alla visita al cimitero. Argomento non proprio semplice da affrontare, dover esprimere emozioni e sensazioni di un momento così intimo non è mai stato facile per me.

Nel pensierino scritto in terza elementare ti ho raccontato della visita al cimitero di Fidenza, mentre oggi, col pensierino di quarta elementare, ti porto al cimitero di Bacedasco.

E’ un cimitero non tanto grande per cui, con un unico colpo d’occhio, si riesce ad averne la prospettiva completa e, visto con gli occhi di un bambino, può davvero sembrare di essere in un giardino.

Ti va di venire con me?

L’altro ieri sono andata a visitare il cimitero di Bacedasco, con i miei genitori e mia sorella.

Per andare al cimitero si vedeva una fila di automobili parcheggiate lungo il ciglio della strada.

Davanti al cancello dell’entrata c’erano delle persone anziane che chiacchieravano fra loro. Appena entrai vidi un cimitero molto piccolo. Quando andai vicino alla tomba della sorella di mia nonna e di suo papà, mia mamma vide una sua cugina che si chiama Marisa con una bambina piccola di nome Annalisa di 7 mesi.

Il marmo delle lapidi era lucido e davanti c’erano posti dei bellissimi fiori: tre vasi messi a triangolo, i vasi erano colmi di campanelle bianche e due o tre fiori rossi.

Tutte le tombe erano ben lucidate con i loro fiori. Il cimitero con tutti quei fiori pareva un giardino di fiori di tutti di colori. Al centro del cimitero c’era un piccolo viale di cui alla fine c’era il sacerdote che celebrava la Santa Messa. Il cimitero era gremito di persone, alcune che chiacchieravano, altre che piangevano o che pregavano.

La cosa che mi ha colpito di più è stata una persona che piangeva.

Io pensavo ai miei cari che non avevo conosciuto, pensavo di farmi un’idea di loro guardando la fotografia. A me è dispiaciuto molto non aver conosciuto quelle persone.

Fidenza 3 novembre 1983

Se vuoi immergerti ancora un po’ nell’atmosfera autunnale puoi leggere anche:

#ognissanti

#cimitero

#ipensieriniritrovatinellamiacartella

Alle giostre

In questi giorni, a Fidenza, c’è in corso la Gran Fiera di San Donnino.

Oggi, con questo pensierino scritto in quarta elementare, ti racconto di quando ero bambina e di come vivevo la fiera di San Donnino, patrono di Fidenza.

Praticamente ti porto sulle giostre 🙂 Sei pronto?

L’altro giorno sono andata alle giostre che tutti gli anni si piazzano nel quartiere Luce.

Le giostre vengono per ricordare San Donnino, patrono di Fidenza.

L’altro giorno, alle giostre ci sono andata con mia sorella, mia mamma mia cugina, mia zia, Alberto e Anna due miei amici.

Nel quartiere Luce si sono piazzate delle nuove giostre, che gli altri anni non c’erano, come il Ranger, lo Slalom, il Castello incantato, la Mostra faunistica, il Carosel d’amor.

Le giostre dove io sono salita sono: lo Slalom dove si prende un tappeto e si va a scivolare sopra una discesa tutta a gobbe.

Sono salita, anche, sul Carosel d’amor: quando ci si va sopra va pianissimo, mentre poi si copre con una tenda e quando si riscopre comincia a girare fortissimo.

Sul Telecombattimento ci sono salita con Deborah, mia cugina e mia sorella; quando andavo in alto con mia cugina lei aveva un po’ paura. Per fare un giro gratis bisognava restare in alto.

Siamo saliti sulla Ruota panoramica che continuava a girare e non si fermava mai. Mia cugina aveva paura che con si fermasse mai e a momenti si metteva a piangere.

Sull’Autopista dei grandi ci sono andata con Deborah che guidava e mia sorella in mezzo.

Mia mamma mi ha fatto pescare un pesce che questa mattina è morto.

Alla sera siamo tornati a casa. Là c’era confusione: c’era chi cantava, c’era una musica in ogni giostra, perciò ci veniva fuori una confusione. C’erano molte persone che si spingevano.

Io mi sono divertita molto, ma quando sono tornata a casa mi facevano male i piedi, perché avevo camminato molto.

Fidenza 8 ottobre 1983

Da allora la fiera ha cambiato posizione, è stata trasferita in un altro quartiere, ma la maggior parte delle giostre sono rimaste tali, così come il mal di piedi che mi coglie dopo aver camminato molto…

La vita di San Francesco

Oggi è San Francesco, il patrono d’Italia e, con questo pensierino scritto in quarta elementare, ti racconto la sua vita.

San Francesco nacque ad Assisi nel 1182.

Egli viveva in una casa molto ricca con sua madre e suo padre. Il nome di battesimo era Paolo, ma suo padre, per onore della Francia dove aveva affari, gli fece mettere nome Francesco.

Francesco era figlio unico, perciò suo padre gli dava tutto quello che desiderava, così lo viziò. Un giorno andò a una lotta tra città e città, là fu prigioniero.

Un giorno Francesco volle fare la vita di un povero, lasciò tutte le sue ricchezze e le diede ai poveri. Si mise un vestito di sacco e andò a predicare nelle città. Con lui andarono molti giovani così fecero delle regole di vita e le portarono a far vedere al Papa. Il Papa gli disse che potevano vivere in quel modo.

Francesco con i suoi compagni volle andare a convertire la Turchia, ma non ci andò, perché venne a casa ammalato. Andò alla Verna e là fondò un convento.

Francesco per assomigliare a Gesù restò a digiuno 40 giorni. Come Gesù quando ha attraversato il deserto.

Dopi i 40 giorni di digiuno vide la visione di Gesù con le piaghe. Gesù per fare un regalo a Francesco gli fece venire le Stimmate come quando Gesù morì sulla croce.

San Francesco morì a 44 anni nel 1226. Lui volle morire adagiato sulla terra.

Francesco fece molti miracoli e chiamò la natura fratello e sorella.

Un giorno Francesco scrisse una delle piĂą belle poesie il Cantico delle creature.

Il Papa così lo dichiarò santo.

Fidenza 4 ottobre 1983

Approfitto dell’occasione per fare gli auguri di Buon Onomastico a tutti i Francesco e Francesca 🙂

La vita di San Francesco - pensierino di quarta elementare di Susanna Albini

La vita di San Francesco - pensierino di quarta elementare di Susanna Albini

 

Un ricordo delle mie vacanze

Con questo pensierino scritto agli inizi della quarta elementare, ti porto al mare a Cesenatico dove sono andata per ben cinque anni in colonia dal 1981 al 1985.

Per tutti gli anni delle scuole elementari mi sono ritrovata a scrivere uno o più pensierini proprio inerenti alle vacanze e questo è uno dei tanti 🙂

Diciamo che bene o male la giornata piĂą significativa era sempre quella dedicata all’incontro con i genitori visto che stavo via per ben 20 giorni, mentre le altre erano classiche giornate di routine scandite dalla vita di spiaggia e dai giochi in giardino intervallate dalle merende e dai pasti.

Quando ero in colonia al mare, lì sono stata 20 giorni.

Il giorno che mi è piaciuto di piĂą è stato quando i genitori ci sono venuti a trovare. Era domenica mattina, noi eravamo in cortile che cantavamo, perchĂ© piĂą tardi c’era la Messa.

Ad un tratto io vidi i miei genitori e mia nonna, gli corsi incontro e li salutai, io in quel momento sentivo una grande gioia dentro di me, perché ero vicina ai miei genitori e a mia nonna. Finito di cantare andammo a Messa.

Poi siamo andati a fare un giro per Cesenatico. Mia mamma, per me e mia sorella, ci ha comprato due bamboline: una della Grecia e l’altra della Germania, io ero molto contenta, perché faccio la raccolta. Quelle bamboline ricordo erano molto carine.

Dopo siamo andate a pranzare. Mentre pranzavamo pensavo dentro di me che ormai la giornata da stare con i miei genitori era ormai terminata, perciò ero un po’ triste, perché tra cinque o sei ore se ne dovevano tornare a Fidenza.

Dopo finito di pranzare andammo a prendere il gelato ad un bar lì vicino. Al pomeriggio andammo in spiaggia, là facemmo una passeggiata lungo il mare con il quale e c’erano tante conchiglie e granchi.

Quando venne l’ora che i genitori partissero io ero un po’ triste.

Fidenza 22 settembre 1983

Un’altra giornata che è ancora scalfita nella mia memoria è quella in cui il mare era in burrasca 🙂

 

La mia opera d’arte del 15 06 1984

Tanti anni fa mi ritrovavo a fare questo disegno, sicuramente come compito delle vacanze estive, ma, sicuramente, non un’opera d’arte 🙂

Come ti sembra?
Non è un po’ strambo?

Pensando di averlo fatto in giugno, sembra essere ambientato in una stagione calda: ci sono i fiori in giardino ed i prati verdi; ma dal camino della casa esce il fumo?! Potrebbe esserci una grigliata in corso in salotto?

Forse era una giornata un po’ pazzerella come oggi in cui ancora non si capisce se il tempo voglia volgere verso l’estate o l’autunno…

Notare il treno che sbuca dalla galleria nella collina… mi sa che andrà presto a deragliare….

E, infine, i recinti dei giardini o meglio le staccionate; ricordo che mi è sempre piaciuto disegnarle, perchĂ© potevo usare il righello per farle dritte…

Le nuvole, un altro dettaglio immancabile nei miei disegni, le adoro ancora adesso… e le disegno spessissimo 🙂

Conservi ancora qualche disegno che fatto alle elementari?

Mettilo nei commenti così possiamo creare una bella galleria di opere d’arte!

disegno di Susanna Albini di quarta elementare del15 06 1984

#disegno

#operadarte

#disegnodelleelementari

#ipensieriniritrovatinellamiacartella

Il “Baffo”

In questo pensierino scritto in quarta elementare emerge un lato del mio carattere che, nel corso del tempo e con molta fatica, ho cercato di limare: la timidezza…

Purtroppo non ci sono ancora riuscita completamente, comunque qua sotto puoi leggere un aneddoto vissuto quando ero bambina ancora molto, molto, molto timida 🙂

Dei giorni viene a casa mia un uomo a portare del lavoro a mio papĂ .

Egli è un uomo alto e magro, con dei baffi neri che si rivoltano all’insù.

Un giorno cercava mio papà, allora sono corsa da mio papà e gli ho detto: “Papà c’è il baffo che ti cerca”.

Non sapevo che lui mi avesse sentito, allora ci sono rimasta male e sono scappata via.

Fidenza 11 giugno 1984

Sono sicura che, con la timidezza che mi ha sempre contraddistinto, piĂą che scappare avrei voluto sotterrarmi per non riemergere mai piĂą!

A chi non è mai capitato di fare una brutta figura?

Con l’ingenuità caratteristica dei bambini capita spesso, vero? Vuoi per il fatto che non si abbiano condizionamenti e pregiudizi e vuoi perché non ci si trattenga dal dire esattamente ciò che si pensi.

Peccato che con l’avanzare dell’età si perda questa “capacità” e ci si sforzi di essere sempre diplomatici, almeno nella maggior parte dei casi (ad eccezione delle volte in cui, effettivamente, si esce dai gangheri…).

Ricordi di un episodio per cui i genitori ti abbiano guardato “male” per aver detto o ripetuto qualcosa che non avresti dovuto far sapere?

Le scenette più belle sono quando i bambini ripetono, senza farsi tanti problemi, le frasi sentite dagli adulti… su aneddoti di vita casalinga o su commenti riferiti ad altre persone… vero?

Il Il

#baffo

#ingenuita

#ipensieriniritrovatinellamiacartella