I miei disegni · I miei pensierini delle elementari · III elementare

Immagina di atterrare su un pianeta sconosciuto: che cosa troveresti? Come ti comporteresti?

In questo pensierino scritto in terza elementare, ti faccio fare un volo extragalattico e ti porto su un altro pianeta 🙂

Sei pronto a vivere questa affascinante avventura e a scoprire chi ci aspetta? Forza partiamo!

Immagina di atterrare su un pianeta sconosciuto: che cosa troveresti? Come ti comporteresti? – pensierino di terza elementare

Io atterrai su un pianeta sconosciuto e fantastico con un aeroplano.

Atterrai sul pianeta Mallakà.

Era fantastico, perché le automobili correvano senza bisogno della benzina.

Sul pianeta Mallakà c’erano uomini di legno con dentro un meccanismo che li faceva camminare e parlare.

Sul pianeta Mallakà non esistono cannoni, non ci sono le prigioni e la guerra cosa sia nessuno lo sa.

C’era tutto verde a perdita d’occhio. Non c’era erba, ma solo muschio.

Quelle persone parlavano un’altra lingua ed io non potevo parlare con loro.

I monti erano fatti a scale, perché l’alpinista non si faccia mai del male.

Dopo qualche giorno ritornai sulla terra con il mio aeroplano.

Fidenza 2 marzo 1983

Rileggendo questo pensierino, mi sembra di aver attinto a della fantasia che non pensavo di avere e mi ritrovo ad ammettere che da sempre ho un debole per il volo e gli aeroplani.

La cosa che mi stupisce, inoltre, è che la maestra mi aveva già assegnato un altro pensierino in cui avevo dovuto descrivere e disegnare un extraterrestre 🙂 Chissà se fosse veramente affascinata dall’ignoto o se cercasse di spronarci ad attingere a tutta la nostra fantasia 🙂 Questo rimarrà un mistero, mentre quello che trovai nel pianeta Mallakà no, visto che qua sotto puoi ammirare la mia opera d’arte in cui si vedono gli extraterrestri 🙂

Se vuoi conoscerne un altro, puoi leggere extraterrestre

Mallakà - disegno di terza elementare di Susanna Albini

#extraterrestre

#ipensieriniritrovatinellamiacartella

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Noi che... · Ricordi del passato

Noi che… – Per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci…

Noi che... per cambiare canale alla TV - ricordi anni '80 - I pensierini ritrovati nella mia cartella

Noi che… per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci e i canali erano solo due

Con il ricordo di questo noi che… mi sembra di tornare indietro nel tempo di almeno un’era 🙂

Sembra impossibile che fino a pochi decenni fa non esistesse la televisione a colori e con il telecomando; senza contare gli innumerevoli canali con cui abbiamo a che fare oggi, mentre ai tempi se ne vedevano solo due o al massimo tre.

“Nell’era” anni ’80, di solito, mi sedevo lontano dalla TV per cui cercavo sempre di non dovermi alzare per cambiare il canale 🙂 (ammetto che… “mi sapeva briga”…)

Generalmente l’addetta al cambio del canale era mia sorella che, essendo sempre in movimento, non faceva fatica a scattare “all’ordine” di cambio 🙂

Tu che ricordi hai di questo aneddoto del passato?

Se hai voglia di cambiare canale, puoi vuoi vedere qualche programma dell’epoca:

Se vuoi rivivere altri noi che… puoi leggere:

 

I miei disegni · Poesie, filastrocche e conte per bambini

Febbraio

Febbraio è tra i miei mesi preferiti, perché compio gli anni e poi perché ci sono i dolci di carnevale di cui sono golosa 

Nel quaderno delle poesie di seconda elementare ho trovato questa dedicata proprio al mese di febbraio di G. Aimone.

E’ una poesia che ne coglie gli aspetti bizzarri di questo mese, giornate fredde e gelide si alternano a giornate dal cielo terso e illuminate dai raggi del sole che presagiscono l’imminente arrivo della primavera.

Per me febbraio è un mese di speranza, a te, invece, che sensazioni trasmette?

Ora possiamo leggere la poesia febbraio di Graziella Aimone:

Febbraio bizzoso,
cattivo, cattivo,
perché tante nubi?
Perché questo gelo?
Eppure nel cuore
tu sogni e racchiudi
il tenero azzurro
d’un lembo di cielo
e porti negli occhi
un raggio di sole
ch’è più luminoso,
più bello che mai.
Febbraio bizzoso,
dov’è primavera?
Oh, dimmelo piano!
Tu ridi: lo sai

Febbraio - poesia di G. Aimone - foto di Susanna Albini

Qua sotto, puoi leggere tante altre poesie e filastrocche dedicate a tutti i mesi dell’anno:

Qual è la tua preferita?

I miei pensierini delle elementari · IV elementare

La festa di Don Bosco

Questo pensierino scritto in quarta elementare oggi ci catapulterà nel 31 gennaio 1984 e andremo in oratorio a festeggiare Don Bosco. Ti va di aggiungerti all’allegra compagnia?

La festa di Don Bosco – pensierino di quarta elementare

Domenica con mia cugina siamo andate a chiamare una sua amica: Lorena. Abbiamo aspettato l’amica e ci siamo incamminate verso l’oratorio, perché c’era la festa di Don Bosco.

Alla festa c’erano molte bambine, bambini e ragazzi, tutti allegri e felici.

Io ero impaziente di entrare, perché volevo vedere cosa facevano. Quando era ora di entrare in sala Don Bosco una valanga di bambini e ragazzi correva per la scala per occupare le prime sedie.

Appena entrati ho sentito un grande chiasso: sedie, urli, calci contro le sedie.

Poco dopo è arrivato Don Rino con una torta in mano con sopra la figura di Don Bosco. Aveva detto che la regalava a chi stava composto e buono. A quelle parole c’era meno chiasso.

Dopo una ragazza aveva distribuito le cartelle per giocare a tombola.

I numeri del cartellone li estraeva dal sacchetto Elisabetta Saltari.

A me piace molto il gioco della tombola ed ero contenta che l’avessero fatto. Nel gioco si faceva cinquina e tombola. Nel giro di cinque minuti un bambino aveva già fatto cinquina e ha vinto un flipper portatile.

Dopo c’è stata la tombola e l’ha fatta la sorella di Elisabetta, ha vinto una penna che segna l’orario e anche scrive.

A me è piaciuta molto la festa solo che ho dovuto andare a casa prima che finisse, perché mi è venuta a prendere mia zia, perché dovevo andare da mia zia dove era arrivata mia zia di Villanova.

Fidenza 8 febbraio 1984

Ho ancora un ricordo vivido della corsa sulle scale descritta nel pensierino, mentre ne ho meno del finale, non mi viene in mente da che zia dovessi andare… Ti ho già detto che ne ho innumerevoli visto che ho sempre chiamato zie anche le tante sorelle di mia nonna, chissà…

Devo ammettere che in oratorio mi sono sempre divertita anche se, effettivamente, non ci andavo frequentemente 🙂

Di Don Rino ho un ottimo ricordo: era simpatico, sempre disponibile con i bambini ed i ragazzi e, nota particolare, girava in bicicletta con la sciarpa del Milan al collo 🙂

Unica nota dolente… non mi ha mai preso a far parte del coro della chiesa… ad ogni “provino” mi diceva: “Aspettiamo ancora un po’… magari più avanti…”

Va beh, inutile dire che le mie doti canore non siano effettivamente “scritturabili” 😉

Pensierino quarta elementare di Susanna Albini - La festa di Don Bosco

Pensierino quarta elementare di Susanna Albini - La festa di Don Bosco

#ipensieriniritrovatinellamiacartella

I miei disegni · Pensierini di oggi

Due anni di pensierini e ricordi

2 anni di pensierini e ricordi - illustrazione di Susanna Albini - i pensierini ritrovati nella mia cartella

Oggi il blog I pensierini ritrovati nella mia cartella compie due anni.

Per me il 27 gennaio è una data da ricordare e festeggiare proprio come le ricorrenze più “serie”, gli anniversari e i compleanni di amici e parenti 🙂

Il 27 gennaio 2016 è nata la mia parte social, è stato un pomeriggio molto emozionante, ricco di paure, dubbi e contemporaneamente di eccitazione e gioia. Ho abbattuto il mio muro di timidezza e ho aperto a degli sconosciuti i miei quaderni carichi di ricordi, sensazioni ed emozioni di me bambina.

Nello stesso momento ho fatto un salto nel buio, mi sono lanciata in un mondo a me sconosciuto: quello del blogging e dei social anche se devo ammettere che, ancora oggi, mi rimangono astrusi per tanti versi…

Per rivivere quel pomeriggio di due anni fa puoi leggere Un anno di pensierini e ricordi!

In poche parole, da quel giorno, per me è iniziata una nuova sfida: cercare di migliorarmi, imparare nuove cose e riuscire a perseverare nel tempo, essere costante.

Qualcuno mi ha detto che pensava potessi resistere non più di tre o quattro mesi…

E’ vero, a volte, può essere faticoso stare davanti al computer diverse ore (non come potrebbe essere andare in miniera, comunque), soprattutto davanti ad uno schermo bianco proprio come mi capitava quando dovevo comporre i miei pensierini e i temi. Purtroppo non ho mai brillato per le mie capacità di scrittura, già solo decidere cosa pubblicare e come presentare l’articolo, richiede diverso tempo; comunque tutto ciò che ne esce è una creazione personale che già di per sé mi riempie di soddisfazione.

Qualcun altro mi chiede anche il motivo per cui abbia deciso di mettere in piazza ricordi così personali, ma, sinceramente, mi rifiuto all’idea che questi ricordi si perdessero definitivamente nel corso del tempo, mentre così rimarranno impressi e a portata di click di chiunque avrà voglia di rivedersi o immedesimarsi in aneddoti vissuti da bambino.

Ho scoperto che c’è chi raccoglie quaderni per tenere i pensierini scritti dai bambini come memoria storica e c’è anche un’associazione a Milano che divulga ai bambini di oggi e pubblica proprio questi pensierini datati e “polverosi”, per far loro scoprire un mondo così diverso da quello attuale.

Mi piace l’idea che, con i miei pensierini, possa dare un piccolo contributo alla memoria storica e quello che mi dà ancor più soddisfazione è ricevere commenti dalle persone che, leggendoli, riescono a far affiorare ricordi piacevoli dalla loro memoria.

Ricordi che possono essere: odori, sapori, emozioni, vicende e aneddoti personali.

La pubblicazione dei miei pensierini non vuole essere un viaggio nostalgico indietro nel tempo per poter asserire che “si stava meglio quando si stava peggio”, ma un’occasione per ricordarci del bambino che è in noi e di cui spesso ci dimentichiamo, ci vergogniamo di far emergere e per aiutarci ad osservare il mondo con gli occhi, il disincanto e lo stupore di un bambino 🙂

Credo che se riuscissimo a vedere le cose per quello che sono e ad apprezzare anche le più piccole opportunità come occasione di divertimento e spensieratezza, ci sentiremmo più vivi, meno insoddisfatti e più rilassati, che ne dici?

I bambini sono maestri in questo!

Bene, a questo punto è arrivato il momento di spegnere le candeline e di fare un brindisi!

Spero vorrai farmi compagnia anche in futuro 🙂

A presto.

Susanna

P.S.

Puoi scoprire i dettagli della messa on line vissuta tra ansia, emozione e attimi di panico 🙂 nell’articolo scritto l’anno scorso in occasione del primo anno del blog:

Un anno di pensierini e ricordi!

I miei disegni

Inverno

Tanti anni fa mi ritrovavo ad immortale l’atmosfera invernale in questo disegno fatto in seconda elementare.

Mi sembra di averci messo un po’ di tutto, ma il particolare che mi fa più sorridere sono i piedi dei pupazzi di neve e gli sciatori intenti in discese libere tra le case 🙂

Comunque non credo di aver mai visto un pupazzo di neve dotato di piedi palmati… Tu che ne dici?

Pensi che abbia dimenticato qualche dettaglio?

Se ti va puoi vedere le altre mie “opere d’arte” disegnate nel periodo della scuola elementare:

23 01 1982 - Inverno - disegno delle elementari di Susanna Albini

#disegno

#inverno

#disegnodelleelementari

#ipensieriniritrovatinellamiacartella

Poesie, filastrocche e conte per bambini

Pieno inverno: la natura sembra senza vita

Questo pensierino scritto in quarta elementare racchiude l’essenza dell’inverno, ne coglie ogni aspetto e peculiarità.

Credo di poter ammettere di essere migliorata molto, rispetto ai pensierini scritti nei primi anni: ho ridotto la sinteticità che mi contraddistingue da sempre e mi sono impegnata a sviscerare diversi dettagli.

Dopo questa premessa, sei pronto ad immergerti nell’inverno del 1984?

La natura in inverno pare morta, ma non è vero, perché gli animali sono vivi e anche le piante…

E’ pieno inverno: qualche giorno fa è nevicato, ora invece c’è un bellissimo sereno.

La neve è rimasta attorno al ciglio della strada in mucchi pari a montagne. La neve è diventata ghiaccio sui marciapiedi e sulle strade, si può scivolare e farsi male.

Questa mattina le pozzanghere erano coperte da un velo di ghiaccio trasparente. Il cielo questa mattina è sereno e limpido, le altre mattine era un po’ nuvoloso e grigio, perché pioveva o nevicava.

Gli alberi sono spogli e stecchiti, ogni tanto si posa sui loro rami qualche piccolo merlo a rallegrarlo un po’. I sempreverdi hanno le foglie verdi e lucide che paiono in primavera.

Questa mattina un soffio di vento mi spingeva avanti e mi gonfiava la giacca a vento come un grosso pallone. Questo vento era gelido e pungente come un ago.

Il giardino pubblico che percorro per venire a casa e a scuola è sempre deserto, soltanto qualche persona lo percorre ogni tanto. C’è una fontanella, in questi giorni non ho visto neanche un bambino bere, mentre d’estate ce ne sono tanti.

Dalla finestra vedo degli uccellini posarsi sopra un grande tiglio o sul tetto della chiesa. Fanno qualche saltello e poi volano via.

E’ proprio vero che la natura in inverno pare morta.

Fidenza 26 gennaio 1984

Se ami il clima invernale, puoi leggere anche:

Pensierino quarta elementare - Pieno inverno: la natura sembra senza vita di Susanna Albini

Pensierino quarta elementare - Pieno inverno: la natura sembra senza vita di Susanna Albini

Pensierino quarta elementare - Pieno inverno: la natura sembra senza vita di Susanna Albini