Santa Lucia 1982

In questo pensierino, scritto in terza elementare, riaffiorano le emozioni della notte più magica per un bambino, la notte di Santa Lucia.

In questa occasione sapevo già che Santa Lucia era la mamma, ma la nottata è stata dominata dalla frenesia di aprire i regali, proprio come se dovessero arrivare da un altro pianeta.

Ero anche curiosa di vedere la reazione di mia cugina che ancora non sapeva dell’inesistenza di Santa Lucia, visto che non le avevamo dato la conferma di quanto scoperto l’anno prima 😦

Puoi leggere questo pensierino per sapere come avevo fatto a svelare il mistero di Santa Lucia, momento molto triste e deludente. La fine di un sogno  😦

Ora è arrivato il momento di scartare i regali 🙂

Io in questi giorni ero molto in ansia, perché volevo vedere cosa faceva mia cugina e anche per vedere i doni.

La notte di Santa Lucia mi sono svegliata, ho guardato nella mia camera se cerano i regali, ma niente. Allora svegliai mia sorella e le dissi che non c’era nessun regalo, poi le soggiunsi di andare nel letto di mia mamma. Nella camera abbiamo acceso la luce e sul letto c’erano i regali, ma non li abbiamo visti.

Poi siamo andate sotto le coperte. Io mi svegliavo sempre.

Quando s’è svegliata mia mamma, ha svegliato anche noi.

C’erano tanti pacchi: uno era tutto infagottato in carta, mia sorella l’ha aperto c’era dentro un Cicciobello nero, la bambola che si trucca me l’ha regalata mia zia Ines.

In fondo alle scale c’era un altro pacco e c’erano dentro due puzzles di Topolino.

Vicino alla porta c’era un sacchetto, ma era per mia cugina e c’era una ballerina, una biro, un temperino e tanti dolci.

Sul letto c’era un altro sacchetto con dentro un pagliaccetto, un pierrot, un cerone, tre gattini, un babbo Natale, due biro, due temperini.

Quest’anno Santa Lucia è stata molto ricca.

Fidenza 13 dicembre 1982

Qua sotto puoi ammirare i giocattoli ricevuti proprio in questa occasione:

  • il famoso Cicciobello di cui ti avevo già parlato qui

  • i miei amati puzzle di cui ti avevo già parlato qui

 

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La neve

Oggi ha iniziato a nevicare dopo tantissimo tempo, ma, rileggendo questo pensierino scritto in quarta elementare, mi rendo conto di quanto abbia cambiato idea sulla neve.

Ai tempi ne ero entusiasta, gli occhi di bambina me la facevano vivere come una cosa meravigliosa, mentre adesso la bandirei dalle precipitazioni atmosferiche 🙂

Non riesco ad apprezzarla e a coglierne il lato divertente e/o romantico.

Va bene, ora rileggo il pensierino e faccio finta di entusiasmarmi ancora come allora 🙂

Questa mattina, mentre venivo a scuola, un fiocco gelato mi cadde sulla faccia.

Appena lo sentii provai un senso di gioia dentro di me, perché ero invidiosa, quando lo vedevo in televisione.

Appena lo vidi lo dissi subito a Carlotta. Lei era molto contenta e disse: “Evviva la neve! Che bello nevica!”.

Arrivata a scuola lo dissi a tutte le mie compagne, ma loro lo sapevano già.

La neve scende fitta e veloce. Dalla finestra della scuola si vedono alcuni tetti di case lì vicino e un maestoso tiglio spoglio.

I tetti sono ricoperti di un soffice velo di neve candida. Il maestoso tiglio sui suoi rami ha un candido vestito di neve immacolata. Il tiglio è bellissimo!

La neve scendeva lieve e silenziosa. Sulle cose si posava lieve e tutto imbiancava.

Adesso ha smesso di nevicare e tutto è silenzioso.

Se nevicherà ancora vorrei fare un pupazzo di neve e giocare con la neve.

Io sono molto contenta che è nevicato, perché c’era una grande siccità.

Fidenza 17 dicembre 1983

Nei commenti puoi scrivere argomentazioni valide sulla neve per provare a convincermi ad apprezzarla 🙂

P.S.

Nella foto puoi ammirare il pettirosso infreddolito, detto Petty, che in inverno viene a mangiare le briciole che gli lascio sul balcone, proprio come quando ero bambina e dalla finestra vedevo diversi uccellini nel giardino di casa a Fidenza.

Autunno

Con questo pensierino scritto in terza elementare ti faccio assaporare la tipica atmosfera dell’autunno ormai inoltrato.

In autunno i contadini seminano, raccolgono i frutti.

Nelle grandi piogge i fiumi straripano. I funghi si fanno vedere con le loro testine.

Gli alberi perdono le foglie e restano spogli. Il vento alza la polvere, stacca le foglie delle viti e i rami rimangono lì, tesi.

Il cielo è triste e certe volte piange. Gli uccelli vanno nei paesi più caldi.

Qualche volta il sole sbuca fuori, ma è pallido e velato.

L’autunno è capriccioso, ma ci porta tanti doni come le arance…

Io m’annoio, ma ci si può far niente, è la stagione così.

Il mio cuore è triste: ormai è vicino l’inverno. C’è freddo e la nebbia.

Fidenza, 10 novembre 1982

E’ proprio vero che quando ero bambina non amavo l’autunno, mi rendeva triste e, spesso, annoiata. Ti ho già raccontato che sono meteoropatica.

E’ una stagione che ho rivalutato negli ultimi anni, ora riesco ad apprezzarne i colori, le luci e l’atmosfera rilassante, sarà che sto invecchiando? 🙂

Pensierino di terza elementare di Susanna Albini - Autunno

Pensierino di terza elementare di Susanna Albini - Autunno

 

Il mio lavoretto per il Natale

Questo periodo è sempre stato di gran fermento.

La preparazione al Natale prevedeva la creazione dell’immancabile lavoretto da donare ai genitori 🙂

In questo pensierino scritto in terza elementare, ti racconto di quello che stavo facendo proprio in questi giorni.

Sei curioso di scoprirlo?

Io sto preparando un lavoretto natalizio: per i miei genitori.

E’ un modesto alberello che, al posto dei rami e delle foglie, ha quattro stelle colorate con sopra dei brillantini.

Lo costruisco con tanto amore. Ai miei genitori credo che piacerà molto.

Mi aiuta la maestra.

Mi è venuta l’idea da un albero vero.

Fidenza 10 novembre 1982

Sinceramente ho il dubbio che l’idea non fosse proprio mia, ma che tutti avessimo dovuto fare lo stessso lavoretto 🙂

Devo ammettere che non ricordo di aver mai creato dei capolavori 🙂

Magari tu hai fatto di meglio, te ne ricordi qualcuno?

Se ti va, puoi vedere anche il lavoretto fatto per

Ho visitato il cimitero di Bacedasco

In questi primi giorni di novembre mi sono sempre dovuta cimentare con il pensierino dedicato alla visita al cimitero. Argomento non proprio semplice da affrontare, dover esprimere emozioni e sensazioni di un momento così intimo non è mai stato facile per me.

Nel pensierino scritto in terza elementare ti ho raccontato della visita al cimitero di Fidenza, mentre oggi, col pensierino di quarta elementare, ti porto al cimitero di Bacedasco.

E’ un cimitero non tanto grande per cui, con un unico colpo d’occhio, si riesce ad averne la prospettiva completa e, visto con gli occhi di un bambino, può davvero sembrare di essere in un giardino.

Ti va di venire con me?

L’altro ieri sono andata a visitare il cimitero di Bacedasco, con i miei genitori e mia sorella.

Per andare al cimitero si vedeva una fila di automobili parcheggiate lungo il ciglio della strada.

Davanti al cancello dell’entrata c’erano delle persone anziane che chiacchieravano fra loro. Appena entrai vidi un cimitero molto piccolo. Quando andai vicino alla tomba della sorella di mia nonna e di suo papà, mia mamma vide una sua cugina che si chiama Marisa con una bambina piccola di nome Annalisa di 7 mesi.

Il marmo delle lapidi era lucido e davanti c’erano posti dei bellissimi fiori: tre vasi messi a triangolo, i vasi erano colmi di campanelle bianche e due o tre fiori rossi.

Tutte le tombe erano ben lucidate con i loro fiori. Il cimitero con tutti quei fiori pareva un giardino di fiori di tutti di colori. Al centro del cimitero c’era un piccolo viale di cui alla fine c’era il sacerdote che celebrava la Santa Messa. Il cimitero era gremito di persone, alcune che chiacchieravano, altre che piangevano o che pregavano.

La cosa che mi ha colpito di più è stata una persona che piangeva.

Io pensavo ai miei cari che non avevo conosciuto, pensavo di farmi un’idea di loro guardando la fotografia. A me è dispiaciuto molto non aver conosciuto quelle persone.

Fidenza 3 novembre 1983

Se vuoi immergerti ancora un po’ nell’atmosfera autunnale puoi leggere anche:

#ognissanti

#cimitero

#ipensieriniritrovatinellamiacartella

San Donnino

Ti ho già detto che il 9 ottobre è giorno di grande festa per Fidenza visto che si festeggia il patrono San Donnino.

Quando andavo alle elementari, il 9 ottobre era la giornata dedicata a scrivere un pensierino proprio per San Donnino.

Oggi ti racconto la sua storia con un pensierino scritto in terza elementare:

Gli abitanti di Fidenza: oggi onorano San Donnino, perché è il protettore della città.

Donnino era un soldato dell’imperatore Massimiano. Donnino custodiva la corona e la posava sul capo dell’imperatore quando andava alle cerimonie.

Un giorno l’imperatore volle perseguitare tutti i cristiani: allora Donnino era in pericolo, perché era un cristiano. Una notte fuggì, però fu inseguito dai sicari, andò fino a Piacenza.

Poi fu ucciso e lasciarono il corpo per terra.

Una notte i cristiani di nascosto presero il corpo e lo seppellirono. Lo cercarono, perché non si ricordavano dove l’avevano nascosto: quando l’hanno trovato hanno costruito una piccola chiesa, poi sopra una chiesa molto grande il Duomo.

Fidenza 9 ottobre 1982

Puoi leggere il pensierino scritto per la stessa occasione in seconda elementare, cliccando qui.

Se vuoi fare un giro per la fiera che anima il paese puoi leggere:

Alle giostre

In questi giorni, a Fidenza, c’è in corso la Gran Fiera di San Donnino.

Oggi, con questo pensierino scritto in quarta elementare, ti racconto di quando ero bambina e di come vivevo la fiera di San Donnino, patrono di Fidenza.

Praticamente ti porto sulle giostre 🙂 Sei pronto?

L’altro giorno sono andata alle giostre che tutti gli anni si piazzano nel quartiere Luce.

Le giostre vengono per ricordare San Donnino, patrono di Fidenza.

L’altro giorno, alle giostre ci sono andata con mia sorella, mia mamma mia cugina, mia zia, Alberto e Anna due miei amici.

Nel quartiere Luce si sono piazzate delle nuove giostre, che gli altri anni non c’erano, come il Ranger, lo Slalom, il Castello incantato, la Mostra faunistica, il Carosel d’amor.

Le giostre dove io sono salita sono: lo Slalom dove si prende un tappeto e si va a scivolare sopra una discesa tutta a gobbe.

Sono salita, anche, sul Carosel d’amor: quando ci si va sopra va pianissimo, mentre poi si copre con una tenda e quando si riscopre comincia a girare fortissimo.

Sul Telecombattimento ci sono salita con Deborah, mia cugina e mia sorella; quando andavo in alto con mia cugina lei aveva un po’ paura. Per fare un giro gratis bisognava restare in alto.

Siamo saliti sulla Ruota panoramica che continuava a girare e non si fermava mai. Mia cugina aveva paura che con si fermasse mai e a momenti si metteva a piangere.

Sull’Autopista dei grandi ci sono andata con Deborah che guidava e mia sorella in mezzo.

Mia mamma mi ha fatto pescare un pesce che questa mattina è morto.

Alla sera siamo tornati a casa. Là c’era confusione: c’era chi cantava, c’era una musica in ogni giostra, perciò ci veniva fuori una confusione. C’erano molte persone che si spingevano.

Io mi sono divertita molto, ma quando sono tornata a casa mi facevano male i piedi, perché avevo camminato molto.

Fidenza 8 ottobre 1983

Da allora la fiera ha cambiato posizione, è stata trasferita in un altro quartiere, ma la maggior parte delle giostre sono rimaste tali, così come il mal di piedi che mi coglie dopo aver camminato molto…